lunedì 25 gennaio 2010

i genitivi della contessa

‘sta mattina ero già bella seduta sull’autobus, avevo già tolto i guanti, controllato dopo quanti minuti sarebbe partito (la maggior parte dei 45 ha ormai un coso luminoso, subito sopra il posto di guida e lì si può leggere l’orario di partenza o durante la corsa il nome della fermata successiva), trovato il libro poi il punto dove ero rimasta quando l’autista si è alzato e ha detto: Signori, c’abbiate pazienza. Non c’è di gasolio, andate sull’autobus davanti. Naturalmente l’annuncio è stato accolto con una serie di mugugni e naturalmente anche i porco belino non sono mancati. A me veniva da sorridere, quel tipo genitivo partitivo mi mette di buon umore, mi piace così tanto che a volte lo uso e a volte mi scappa quando dovrei stare attenta a quello che sto dicendo. è proprio bello, rende bene l’idea: vado a comprarmi un pezzo di focaccia perché non ho di pane, oppure aspetta che prendo carta e matita ché non ho di memoria. Va beh, lasciamo perdere l’uso e l’abuso del genitivo partitivo e torniamo a ‘sta mattina, ecco ‘sta mattina pensavo: siamo a lunedì mattina dovremmo avere tutti grandi dosi di pazienza, la settimana non è ancora iniziata e poi se l’autobus davanti partirà all’orario in cui doveva partire questo dov’è il problema?
Poi alle tre del pomeriggio avevo già esaurito la mia scorta e un Mah porco belino è scappato. Una vera contessa.

2 commenti:

sid ha detto...

aaaah il belino!!!
no è che son tipo 6 anni che non lo sento nominare... che quando ho avuto il fidanzato genovese io al belino ero affezionatissima. e non sto facendo umorismo di bassa lega, sto proprio dicendo che quando mi guardava e con gli occhi furbi mi prendeva in giro dicendomi menanbelino io diventavo matta! :D

latteaigomiti ha detto...

@sid: :D