mercoledì 13 luglio 2016

palustre


L’anno scorso al mercato ho comprato un Ibiscus palustre e dal nome dovevo capirlo che avrei dovuto bagnarlo spesso invece non l’avevo capito e così  è morto. Bisognerebbe che prestassi più attenzione alle parole ché i nomi non son dati a babbo. O meglio, io pensavo che fosse morto perché tagliando i rami vedevo tutto secco. Poi non l’ho buttato, son pigra cronica, e si è fatto l’inverno sul terrazzo senza che io lo innaffiassi. Questa primavera ho visto che spuntavano, vicino ai pezzi morti, delle cose verdi. Chissà cosa mi hanno portato gli uccelli e il vento questa volta mi dicevo. Invece era lui, l’Ibiscus palustre. E l’altro giorno mi ha regalato 2 fiori grandissimi e molto belli che però son rimasti aperti solo un giorno, poi si sono accartocciati come fanno i fiori dell’Ibiscus normale, quello non palustre e adesso son lì attaccati ma accartocciati. Peccato. Questa sera ho visto altri bocci un po’ aperti, si intravede il bianco del fiore e secondo me tra pochi giorni avrò altre frittelle bianche con un cerchio rosso dentro. Che bello.

martedì 5 luglio 2016

chissà


Io a volte, molto spesso, penso che la vita che sto vivendo, quella che a pensarci su bene è fatta anche da moltissime cose che ho scelto io, non va mica bene per me. Riuscire a cambiare qualcosa, anche cose piccole piccole, però è difficilissimo. Bisognerebbe esser più bravi di quello che son io per riuscire a farlo mi dico quando mi accorgo che non sto facendo progressi. Però poi continuo a provarci. Non ci sto riuscendo ma continuo a provare. Una fatica tremenda ma io mi son messa in testa che ci sono delle cose che si possono cambiare e insisto. Chissà se ci riuscirò.

sabato 2 aprile 2016

girelle



Io le girelle della Salute le trovo bellissime.

giovedì 31 marzo 2016

ho giocato


Mi son presa quattro giorni di ferie e me ne sono venuta a Venezia, questa volta non sono sola ci sono anche i miei genitori e sto giocando alla figlia. Ogni tanto sbutto ma è normale in una settimana di convivenza quando non si è abituati. Anche quando si è abituati, a pensarci con calma. L’altro giorno eravamo al Lido ed ho giocato con mio padre a chi vedeva più animali nei tronchi portati dal mare durante l’inverno. Ha vinto lui. Era prevedibile. Però io della mia testa di cane sono molto contenta.

lunedì 1 febbraio 2016

titolo


Questa mattina ero sull’autobus e stavo leggendo. Leggo pochissimo (di non lavorativo) in questo periodo, quasi niente. La mattina in autobus però sì. Lo prendo al capolinea, mi siedo più o meno tutte le mattine, e se riesco ad aprire il libro prima che salgano persone che conosco è fatta. Oggi, dopo dieci minuti di viaggio, è salito il controllore e io non l’ho visto, ormai ero nel kibbutz Mezudat Ram, in compagnia dei miei nuovi amici. Poi ho sentito Titolo di viaggio e stavo per dire "Altrove, forse" ma quando ho alzato lo sguardo per rispondere guardando la persona che mi aveva messo una mano sulla spalla ho capito e cercato il portafoglio per prendere l’abbonamento.

giovedì 28 gennaio 2016

un ricordo


L’altro giorno, sabato, ho tagliato i capelli. Poverini, non ne potevano più, eran tredici mesi che non vedevano delle forbici. Li ho tagliati corti, corti per i miei canoni. Non sono corti in assoluto ma, dal momento che li avevo a mezza schiena e quando sono uscita non toccavano le spalle, allora, secondo me, sono autorizzata a dire che son corti adesso. Ieri li ho lavati e mentre li asciugavo pensavo Chissà come verrà ‘sta piega non da parrucchiere, e poi mi è venuta in mente una cosa che all’epoca mi aveva fatto rimanere male ma che ieri mi ha fatto sorridere. Una casa che mi aveva detto una compagnia di classe tanti anni fa, ero alle medie. Un periodo quello che è stato molto difficile per me. Quella compagnia mi aveva detto Tu hai dei bei capelli da dietro ma poi quando ti volti uno ci rimane male, dovresti tagliarli. 
Va tu a sapere come funziona la memoria. 

mercoledì 13 gennaio 2016

una delle tante




Una delle tante cose che non sapevo di Venezia è che il sei gennaio, dalla portina che c’è vicino al Madonna sulla torre dell’orologio, escono i Re Magi preceduti da un angelo che suona uno piffero d’oro. Succede alle dodici. Bellissimo.