martedì 25 ottobre 2011

è tutto relativo

Io oggi non reggo il vento, son proprio stufa del vento e così ho detto Vento vattene da un’altra parte perché mi hai stufato, ma parecchio, parecchioparecchio. Non è possibile arrivare a casa marci solo per fare quindici minuti di strada a piedi. Poncho bagnato, cappotto bagnato, jeans bagnati (dalla fine degli stivali all’inizio del cappotto). Non è possibile tornare a casa e star lì a mettere sedie davanti ai caloriferi, che per fortuna un po’ stanno scaldando, e stendere un pezzetto per stanza. Non è possibile sentire un spiffero freddo che passa da sotto le finestre e doversi mettere i doppi calzini. Ma neppure quando nevica sono a casa con i doppi calzini, dicevo. Poi mi veniva in mente che dovrei far rifare gli infissi, ormai è tardi ci penserò la prossima primavera, dicevo. Quest'ultima cosa non ad alta voce, dentro di me la dicevo. Poi ho continuato, Io ‘sta sera se qualcuno mi dice Genova? Vivi a Genova che bello. Io gli rispondo a quell’ipotetico qualcuno Eh, fai un po’ una prova quando c’è vento poi ne riparliamo.

Ero tutto un lamento. Poi mentre mangiavamo abbiamo guardato il telegiornale. Non mi lamento più.

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