venerdì 26 marzo 2010

empatia flessibile

Il mio metodo per cavarmela era semplicissimo. Chi vuole capire cosa passa per la testa degli altri, deve mettersi nei loro panni, anche se risulta difficile accettare che esistano determinate somiglianze. Non solo perché stiamo parlando di bipedi che di solito hanno due orecchie e gli piace mangiare bene, proprio come a me. È molto peggio! Prenda quel farabutto, per esempio, quello che voleva rubarmi la borsa – in fondo devo a quel disgraziato la sua conoscenza -, ma se voglio capire che cosa lo spinge ad agire, devo trovare la cleptomane che è in me. // La compassione non è il mio forte, ma di un’empatia flessibile, se capisce quel che intendo, di quella sono capace.

Josefine e io Hans Magnus Enzensberg pag.71

2 commenti:

sid ha detto...

chapeau. altro non saprei che dire.

latteaigomiti ha detto...

@sid: :D, se ti capita l'occasione prova a darci un'occhiata. Io l'ho trovato molto bello.