sabato 14 giugno 2014

silenzioso come un gatto


Ieri ero lì che camminavo per i viali dell’ospedale, tornavo dal bar, pensavo a delle cose e ho sentito un clacson. Mi sono spaventata, ho fatto un salto e ho rischiato la storta, per fortuna è difficile prendere storte con ai piedi gli zoccoli bianchi dell’ospedale. Era l’autobus interno dell’ospedale. È piccolo, un autobussino, ci stanno su due, al massimo tre, presone, è elettrico e si aggira senza far rumore. Molto pericoloso secondo me, anche perché in molti punti non ci sono zone per i pedoni e sei costretta a camminare in mezzo al vialetto. L’ho fatto passare mettendomi tra due pitosfori e poi mi dicevo Più silenzioso di un gatto ‘sto autobussino. A casa la sera ero sul divano, Emir è saltato su, Sei un gatto silenzioso che non spaventa chi vive con te, gli ho detto, molto più gentile degli autobussini che girano dove vado a lavorare. 

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