domenica 1 giugno 2014

ci sono cose che uno fa e poi è contento di averle fatte


È così tanto tempo che non scrivo niente qua che mi sembra che qualsiasi cosa scriva adesso sia la cosa meno giusta da scrivere. Che poi in un blogghino come questo la cosa giusta non ha significato, dire la cosa giusta è la cosa meno giusta che si possa dire. La meno interessante, la meno bella, la meno importante, quella che meno valga la pena di scrivere forse è meglio. Che poi anche valer la pena non è che mi piaccia anzi, fa un po’ pena scriver valer la pena. Allora, dal momento che se lascio passare altro tempo poi finisce che qua chissà quando mai mi rimetto a scriver qualcosa, scrivo che giovedì mattina mi son alzata prestissimo per i mei gusti perché alle sette prendevo un volo per Cagliari e il volo per Cagliari lo prendevo perché a Santa Margherita di Pula c’era una cosa che iniziava alle tre e alle cinque del pomeriggio, dalle cinque alle sei a voler esser pignola, avevo una cosa da fare che quando me l’hanno chiesta ero molto contenta che me l’avessero chiesta ma poi quando la data si avvicinava e io stavo preparandola mi dicevo in continuazione Ma perché ho detto di sì? E adesso che son tornata, son tornata ieri sera, son contenta di averla fatta, di esser andata, che con loro mi trovo molto bene. E lì, in quel posto, c’era una spiaggia molto bella e venerdì per pranzo c’era una pausa molto lunga, così dopo mangiato mi son messa il costume, un vestito corto e ho fatto una bella passeggiata lungo il mare. Poi a forza di tenere i piedi in acqua l’acqua non mi sembrava più così fredda e con una collega di Udine abbiamo deciso di fare un bagno. Era troppo bello quell’azzurro. Chiamarlo bagno è un po’ un’esagerazione ma nel mare ci siamo entrate, abbiamo fatto tre bracciate tre e siamo uscite contente. Infreddolite ma contente.

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