sabato 17 luglio 2010

Pino

Ora siamo in quattro, momentaneamente. Ieri sera tornavo a casa e ho incontrato un ragazzo che aveva trovato un riccio piccino incastrato in un tombino. Ho chiamato Daniele e anche lui era della mia idea. È di là, sembra che sia bene, ha mangiato, bevuto, fatto i suoi bisogni. Ha esplorato la stanza. Verso le quattro non lo trovavo più. Era riuscito a infilarsi nell’armadio, chiuso. È lungo quanto il diametro di un piattino del caffé, gli piacciono le albicocche e il melone. Non so se lo daremo alla protezione animali o se lo porteremo su al Righi noi. È così piccolo che ho paura che faccia una brutta fine ma se rimarrà con noi fino a diventare un po’ più grande poi io so già cosa succede: da qua non va più via. È proprio bello Pino il Porcospino.

mercoledì 14 luglio 2010

immunità innata

Tra la prima e la seconda nocca della mano destra ho, da domenica mattina, una pallina rossa che mi prude (o meglio mi gratta, che sarà anche sbagliato ma secondo me rende il doppio). Penso sia figlia di una puntura di un ragno. Sabato sera sono uscita a mangiar fuori e dal momento che era tanto che non mangiavo polenta e funghi me li sono presi, approfittando del fatto che me li gustavo senza essere stata davanti ai fornelli (e poi a Bergamo la polenta la fanno come si deve). Ora mi guardavo la pallina rossa e grattante e mi immaginavo i monociti che sono la sotto a cercare di fare il loro lavoro, senza grande successo, mi sembra. ‘sta sera li aiuto e ci metto su un po’ di cortisone, mi sa che qua sia meglio non contar troppo sulla l’immunità innata.

lunedì 12 luglio 2010

cartelloni ge (1)



Visto ‘sta mattina alla fermata del 18, 44, 45 (e forse qualche altro autobus) all’inizio di via S Martino, la fermata dopo la farmacia, quella che quando sei lì se vuoi attraversi corso Gastaldie e sei in viale S Benedetto XV.

domenica 11 luglio 2010

10 luglio

Ci sono dei giorni che sono un po’ così, che non si possono descrivere, giorni che sto in un modo che non capisco neppure io come sto e anche il tempo non lo capisco mica, non so dare una misura al tempo ché cinque anni mi sembrano pochi e mi sembrano anche tanti. E l’unico modo è viverli. Senza farmi tante domande. E se sono triste star triste in pace e se poco dopo non lo sono star non triste in pace. E se l’esser triste e il non esserlo si alternano in continuazione, farsene una ragione, non farsi domande e prender quel che viene, più in pace che si può.

mercoledì 7 luglio 2010

preoccupata

'sta sera cercavo di aprire il portone sotto casa con le chiavi del lavoro, dal momento che non girava stavo anche sforzando un po'. Poi mi sono accorta del mazzo che avevo in mano. Sono seriamente preoccupata per la mia salute mentale.

martedì 6 luglio 2010

a lei

Oggi ho vinto l’andar dal fabbro a fare le copie delle chiavi. Il fabbro dell’ospedale ha fatto un incidente in motocicletta, sta bene per fortuna ma ha una spalla fuori uso e quindi è, giustamente, in malattia e ne avrà per un po’. Poi c’è agosto e ci sono le ferie, quindi si andava a settembre.
Dal momento che ho vinto l’andare ho scelto di andare da un fabbro che mi aveva già fatto dei duplicati funzionanti. C’è un fabbro in piazza Colombo che mi è simpatico, un signore di sessantasette anni (sono sicura perché mentre faceva i duplicati abbiamo chiaccherato) uno che sorride spesso, ti accoglie dicendoti: cosa mi racconta signora? Uno con qualche chilo in più ma quel peso gli sta bene. Uno di quelli che se li vedi magri ti domandi se stanno male. (Ognuno ha il suo peso, almeno secondo me. Pensando a questo mi sono fatta dei tocchi di salsiccia ‘sta sera a cena. Ma questo è tra parentesi). Lui mi ha fatto otto duplicati della porta d’ingresso del nuovo laboratorio, due dello studio del capo e due del deposito che c’è nell’atrio. Mi ha scontato quaranta centesimi e mi ha regalato l’anellino per la mia copia. L’ho ringraziato poi ho visto che lo scontrino aveva i quaranta centesimi in più, l’ho guardato e lui mi ha detto: il caffè io lo offro a lei. Lei si faccia dare i soldi giusti.

lunedì 5 luglio 2010

si stupisce

Il cuore di una donna non è sempre uguale ogni giorno. Quando è allegra lui si stupisce, che ha da essere così contenta. E quando è triste si stupisce, chissà perché fa quella faccia aggrondata. E anche lui si rabbuia in volto.

Una storia comune Shmuel Yosef Agnon pag.134