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domenica 18 luglio 2010

Pino (2)




domani Daniele chiede a un'amica-collega che abita in campagna se si può prendere cura di Pino, io lo so che la campagna per lui è meglio però 'sta sera quando l'ho preso in mano e lui mi ha annusato le dita con il suo naso umido io... eh. Ecco.

sabato 17 luglio 2010

Pino

Ora siamo in quattro, momentaneamente. Ieri sera tornavo a casa e ho incontrato un ragazzo che aveva trovato un riccio piccino incastrato in un tombino. Ho chiamato Daniele e anche lui era della mia idea. È di là, sembra che sia bene, ha mangiato, bevuto, fatto i suoi bisogni. Ha esplorato la stanza. Verso le quattro non lo trovavo più. Era riuscito a infilarsi nell’armadio, chiuso. È lungo quanto il diametro di un piattino del caffé, gli piacciono le albicocche e il melone. Non so se lo daremo alla protezione animali o se lo porteremo su al Righi noi. È così piccolo che ho paura che faccia una brutta fine ma se rimarrà con noi fino a diventare un po’ più grande poi io so già cosa succede: da qua non va più via. È proprio bello Pino il Porcospino.

mercoledì 20 gennaio 2010

rattopernugo

Ieri andando a prendere il caffé ho visto che qualcuno ha fatto un disegnato con un pennarello nero sul muro del corridoio del sotterraneo, che è giallo, dell’ospedale dove lavoro, che è un ospedale pediatrico. È a altezza adulto e sembra anche un disegno fatto da adulto. A me ricorda un rattopernugo. Sembra la testa e la parte alta delle ali di un rattopernugo, le ali sono chiuse come quando dormono ma non è a testa in giù, come dovrebbe essere, è a testa in su come un cristiano (un cristiano molto brutto se assomiglia a quel disegno). Ci pensavo ‘sta sera che è voltato al contrario e così mi è venuto in mente che molti anni fa in camera di mio fratello era entrato un pipistrello piccolo e ci è rimasto una settimana. Io e mia sorella eravamo schifate della cosa e volevamo che la mamma e il papà lo scacciassero ma loro non ci pensavano minimamente a fare la caccia al pipistrello e a sentire poi anche le urla di mio fratello così eravamo giunti all’accordo che mio fratello, che aveva una stanza tutta sua, dormiva con la porta chiusa e io e mia sorella, tanto per essere più sicure, facevamo lo stesso. La mattina però andavamo a vederlo il rattopernugo, che allora chiamavo pipistrello, che dormiva tra il soffitto e la tenda a testa in giù.