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lunedì 6 dicembre 2010

vedremo




La zona qua sotto casa sta cambiando. Dovrebbe arrivarci la metro, la fermata di Brignole. Non ho idea di quando finiranno, è da quel dì che doveva essere finita ma mi sembra che manchi ancora un bel po’ di lavoro. Ora si dice che sarà pronta per l’inizio del 2012. Vedremo. Poi, pochi mesi fa, hanno buttato giù due palazzi. Una mattina passando ho visto che mentre buttavano giù c’era uno, tutto bardato con una tuta bianca, con anche la mascherina, su una scala di quelle grandi, lunghe, metalliche attaccate a una macchina, tipo le scale dei pompieri ma non era una macchina dei pompieri. Aveva la canna dell’acqua in mano, spruzzava acqua. Me lo ricordo bene perché mi ricordo che cosa mi è passato per la testa e mi ricordo anche che io, che spesso non mi faccio i ca@@i miei, a una mamma se ne stava lì a guardare la cosa con un bambino di due anni in braccio ho detto: sicuramente mi sbaglio, ma se stanno innaffiando per tener giù la polvere d’amianto è meglio passare da qua velocemente. In quello spazio, dicevo, dovrebbero costruire un silos perché la stazione di Brignole è più o meno senza parcheggio. Il punto è che qua sotto c’è acqua e quindi è molto più semplice fare un silos che sale verso l’alto (va beh, se sale per forza va verso l’alto) ma la popolazione, soprattutto quella che abita in questa zona, non ha la minima voglia di trovarsi davanti un mostro che toglie la vista e quindi, se proprio ci deve star un silos qua, vuole un silos che scende, che se ne va sotto terra, al massimo di due piani fuori. Due piani verso l’alto e il resto verso il basso, nascosto alla vista. Vedremo.

giovedì 18 novembre 2010

gironata

‘sta mattina, anzi anche ‘sta mattina proprio come ieri, sono arrivata a lavorare e una collega invece che rispondere al saluto ha abbaiato. Non scherzo, è proprio così io dico Ciao e lei risponde Bau, cioè dice Ciao ma lo dice con un tono che io sento Bau. E già son stanca, che è un periodo che c’è una montagna di roba da fare che non fai tempo a tirare il fiato che ne arriva altra, già oggi dovevo fare delle cose che non mi piacciono, che non mi incuriosiscono per niente ma che devo fare perché le devo fare e allora bon le faccio. Insomma ero all'inizio della giornata e mi si stava velocemente stortando l’umore. Allora prima di iniziare ho controllato la posta e risposto a delle mail. Una era da scrivere in quella lingua che non mi piace, politichese lo chiamo. Quelle mail che iniziano con Gentile Dott. o Dott.ssa e dovrebbero finire con cordiali saluti ma a me scrivere cordiali saluti proprio non piace e così di solito finisco con Buona giornata. C’era la mia amica C. in stanza, le ho chiesto: hai voglia di leggerla e vedere se si capisce? Lei l’ha letta, si capisce, mi ha detto, ma guarda che hai scritto buona gironata. Aveva ragione, avevo proprio scritto gironata. Abbiamo deciso che ci piace gironata, che lo possiamo tenere nel nostro vocabolario.

Alcuni esempi dell’uso della parola gironata e suoi derivati:

Come va?
Guarda, lasciami perdere che sono gironata.

Vieni a prendere un caffè? Ho bisogno di una pausa che sono gironata.

Ero gironata e poi mi son detta: Ma ti pare il caso? e mi è passato subito il gironamento.

Secondo me può funzionare.

mercoledì 27 ottobre 2010

cosa normali e cose strane

Ogni tanto mi succedono delle cose che mi mettono di buon umore anche se a pensarci non è che una persona normale per una cosa come quella che mi è successa oggi poi diventa di buon umore tutta la giornata. E invece. Stavo tornando da una riunione, era l’una passata iniziavo anche a aver fame, ero sull’autobus, ero quasi arrivata, ho suonato per prenotare la fermata e sono andata verso la porta. Alla porta c’era un uomo che prende spesso il 45, avrà settant’anni, è sempre abbronzato e ha la pelle del viso segnata dal sole e penso anche dal mare. Ero lì e lui si è voltato e mi ha detto: a me quando la vedo sull’autobus vien voglia di salutarla. È come se la conoscessi.
Abbiam deciso che da oggi in poi, quando ci si incontrerà, ci saluteremo e ci augureremo buona giornata.

(la mia amica C. dice che sono una calamita per certa gente, ma secondo me ‘sta volta è diverso. È che non si ha più il coraggio di avere dei rapporti normali con chi s’incontra, e mi metto anch’io tra quelli del gruppo del si ha. Se vai a camminare in montagna saluti chiunque incontri e la cosa è considerata normale. Se vedi una persona almeno tre volte alla settimana ma su un autobus e parlando si decide di iniziare a salutarsi la cosa vien considerata strana)

lunedì 27 settembre 2010

i difetti del normale

Il normale è un buon equilibrio di difetti.

Sentito oggi a un seminario sugli SNP (Polimorfismo di Singoli Nucleotidi), secondo me fa pensare, non mi sembra una brutta definizione anche perché: che cosa è il normale?

giovedì 9 settembre 2010

sterilizzare

Oggi mentre ero a fumarmi la sigaretta dopo il caffé mattutino seduta su una banchina che c’è subito fuori dal bar dell’ospedale ho visto un papà con una bambina di dieci, undici anni al massimo, e dal momento che ero sola soletta (modo quasi gentile per poi poter confessare una curiosità che rasenta il patologico) mi sono messa a ascoltare.
Bambina guardando un piccione che non godeva di buona salute: perché non li sterilizzano?
Papà: ma cosa ti viene in mente?
Bambina: ma non sterilizzare come la mamma che prende la pastiglia per non avere bambini, sterilizzare come pulire. Non vedi che è tutto sporco?

(le idee e i ragionamenti di certi bambini sono incredibili)

martedì 31 agosto 2010

45

‘sta mattina sul 45
- c’era una signora che diceva al marito: ma guarda questo autobus, è tutto scassinato, tutti gli autobus sono scassinati e vogliono anche aumentare il biglietto. L’avrà detto almeno cinque volte, forse sei, ogni volta il marito rispondeva: eh.
- c’era una mamma giovanissima con due bambine bellissime, la bambina più grande, che avrà avuto più o meno cinque anni, ogni tanto si prendeva in braccio la sorella, che non ne aveva ancora uno, e le faceva il solletico. Sarei rimasta delle ore a guardare quelle tre donne.
- quando ho appoggiato il naso al mio braccio appeso agli appositi sostegni, quelli tipici degli autobus, perché l’autista aveva fatto una frenata brusca mi sono accorta che la mia pelle, nonostante la doccia, sapeva di medicine, puzzava di medicine. Saranno gli antibiotici, ho pensato, però che schifo.
- dal finestrino ho visto un foglio A4 attaccato a un muro, c’era scritto: Passerotto ti amo, e poi una data, non mi ricordo il giorno e il mese ma l’anno era 2008. Il foglio era nuovo ho pensato che potesse essere la data dell’inizio della loro storia. La frase non mi piaceva ma il fatto che invece di scrivere sul muro l’autore/autrice avesse usato un foglio e lo avesse attaccato con lo scotch da pacchi mi ha fatto diventare l’autore/autrice simpatico/a.

lunedì 23 agosto 2010

chissà

‘sto pomeriggio, sul tardi saran state le sei e mezzo, camminavo nei vicoli e ho sentito una signora che parlava al cellulare. Avrà avuto quindici anni più dei miei, una bella signora, con i capelli grigi, raccolti in una coda, e un vestito bianco, largo. Andava nella direzione opposta alla mia, parlava al telefonino calma ma con voce decisa e diceva: ti approfitti e mi tratti male (pausa) c’è qualcosa che non funziona nel nostro rapporto (pausa molto lunga) non so, non mi sembra (pausa) chiamami domani. E poi non ho più sentito. Chissà chi c’era dall’altra parte.

sabato 14 agosto 2010

collezionismo

‘sta sera ho guardato un film alla tele, bruttino per i miei gusti, e naturalmente mi sono beccata un numero esorbitante di interruzioni per la pubblicità. Ora io posso anche capire che a maggio ci sia un bombardamento continuo di creme dimagranti, rassodanti, e compagnia andante (quest’anno c’era anche una somatoline che te la mettevi per andare a prendere il sole e poi ti abbronzavi e dimagrivi contemporaneamente). Posso capirlo, non lo condivido ‘sto bombardamento ma posso capirlo, ché non facciamo altro che vedere queste immagini con le quali cercano di infilarci in testa che bisogna a tutti i costi avere determinati tipi di corpi e quindi lo capisco che a maggio bombardino con le creme dimagranti, rassodanti e compagnia andante ma perché a fine agosto inizio settembre dovrebbe partirci l’embolo del collezionismo? Io mi domando perché alla fine delle vacanze dovremmo morire dalla voglia di metterci a collezionare qualcosa? Non me lo so spiegare. Comunque, al di là di questa mia incapacità a capire il perché, questa sera c’era una bella scelta:
Richiami per gli uccelli (primo fascicolo con il richiamo della rondine)
Panzer Tiger (costruisci il leggendario carro armato tedesco della seconda guerra mondiale)
Collezionare coltelli classici da lavoro (la prima uscita con il coltello roncola è già in edicola)
Collezionare miniature napoleoniche
Macchine, movimento terra: ruspe, betoniere (la prima uscita è già in edicola)
Dai santuari più amati i rosari di Maria (prima uscita il rosario di Fatima)

(poi se qualcuno vuole togliermi dalla mia ignoranza quel qualcuno sappia che fa una buona azione e mi fa anche un favore)

martedì 6 luglio 2010

a lei

Oggi ho vinto l’andar dal fabbro a fare le copie delle chiavi. Il fabbro dell’ospedale ha fatto un incidente in motocicletta, sta bene per fortuna ma ha una spalla fuori uso e quindi è, giustamente, in malattia e ne avrà per un po’. Poi c’è agosto e ci sono le ferie, quindi si andava a settembre.
Dal momento che ho vinto l’andare ho scelto di andare da un fabbro che mi aveva già fatto dei duplicati funzionanti. C’è un fabbro in piazza Colombo che mi è simpatico, un signore di sessantasette anni (sono sicura perché mentre faceva i duplicati abbiamo chiaccherato) uno che sorride spesso, ti accoglie dicendoti: cosa mi racconta signora? Uno con qualche chilo in più ma quel peso gli sta bene. Uno di quelli che se li vedi magri ti domandi se stanno male. (Ognuno ha il suo peso, almeno secondo me. Pensando a questo mi sono fatta dei tocchi di salsiccia ‘sta sera a cena. Ma questo è tra parentesi). Lui mi ha fatto otto duplicati della porta d’ingresso del nuovo laboratorio, due dello studio del capo e due del deposito che c’è nell’atrio. Mi ha scontato quaranta centesimi e mi ha regalato l’anellino per la mia copia. L’ho ringraziato poi ho visto che lo scontrino aveva i quaranta centesimi in più, l’ho guardato e lui mi ha detto: il caffè io lo offro a lei. Lei si faccia dare i soldi giusti.

domenica 27 giugno 2010

postsincronizzati

A volte ho l'impressione di vivere in un film doppiato e che tutti muovano le labbra senza però che questo corrisponda alle parole. Siamo tutti postsincronizzati, e delle volte in modo molto abile, si sarebbe portati a credere che sia un fatto normale.

Mio caro pitone Romain Gary pag. 102

sabato 12 giugno 2010

The Club

Oggi mentre facevo le pulizie avevo la tele accesa su All Music e a un certo punto è iniziato The Club. The Club è, secondo me, una cosa inascoltabile. Ci sono dei ragazzi e dei giovani adulti che registrano un video e in quella maniera si presentano, raccontano qualcosa di sé e cercano amici o un/a fidanzato/a. E questo la dice già lunga. Tornando a oggi io stavo passando il mocio e non ho chiuso subito così ho ascoltato questa ragazza che diceva: …Studio per diventare assistente sociale … Non sopporto chi non ha le mie idee. Secondo me questa batte dieci a uno una tizia che sosteneva di essere una ragazza solare ma molto lunatica. Mi piacerebbe sapere che cosa passa per la testa di certa gente.
Però poi mi è venuta in mente una striscia bellissima del grande Eriadan e me la sono andata a cercare.

mercoledì 9 giugno 2010

abbracci

Ci sono dei giorni che mi vien voglia di abbracciare delle persone, dei perfetti estranei, e poi mi trattengo, ché certe cose mi è stato insegnato che non si fanno anche se non sono così convinta che sia una cosa bella non farle. Magari c’è anche chi lo apprezzerebbe un abbraccio da un estraneo, va tu a saperlo, siamo in tanti, siam tutti diversi. Comunque ieri dovevo fare il prelievo per la medicina preventiva e in sala prelievi c’era questa infermiera alle prime armi che mi toccava il braccio poi guardava il medico con una visibilissima richiesta d’aiuto stampata in faccia poi tornava a toccarmi in braccio, poi invece ha bucato benissimo, sentito niente e infatti oggi non si vede quasi il segno. Io uscendo ho solo salutato e augurato buona giornata ma avrei tanto voluto abbracciarla e dirle: non ti preoccupare, va avanti, va bene così.

giovedì 13 maggio 2010

luertìss o bruscandoli (asparagi selvatici)

A volte capita questa fortuna, ci si ricorda di qualcosa non solo con la mente ma con tutti sé stessi e con ciò che c’è intorno: non si ricorda soltanto ma si ricorpifica, si ricosmizza.

La vita, non il mondo (Andiamo a raccogliere i luertìss pag. 123) T. Scarpa

sabato 8 maggio 2010

stranissime

Sul nuovo catalogo Intimissimi, che ho appena sfogliato dal momento che quando hanno messo nel sacchetto quello che avevo comprato me lo hanno regalato (anche se non ero interessata), ci sono delle foto stranissime. La modella (è sempre la stessa per tutto il catalogo) ha un’espressione (anche quella è la stessa in tutti gli scatti) che sembra seccata, sembra quella di una che sta lì perché deve ma che se solo potesse non starebbe mica lì. In tutte le foto, meno una, ci sono pile di libri a volte anche aperti ma lei non li prende mai in mano. Lei fa un uso dei libri particolare: ci si sdraia sopra, ci si siede sopra, ci cammina sopra. In una foto è su un libro in punta di piedi e guarda verso il basso spostandosi i capelli per vedere meglio. Sembra su una bilancia, se ci si pesasse in punta di piedi.

giovedì 29 aprile 2010

falsa come Giuda

‘sta sera ho ricevuto tre telefonate di quelle nelle quali ti propongono prodotti o abbonamenti dei quali non me ne fregava niente. Nell’ordine erano: olio e vino liguri (pacco unico ma con in omaggio dei vasetti di crema d’olive), depuratore dell’acqua (un sarchiapone da mettere sotto il lavandino che oltre a filtrare l’acqua te la gasa, ma solo se vuoi), e il più scontato abbonamento a Sky. Tutte le volte mi hanno chiesto se ero la signora X (dove X è il cognome di Daniele) e fin lì tutto normale, sull’elenco c’è lui, però poi quando dicevo che non sono la signora X ma che vivo insieme a Daniele X seguiva un momento di silenzio. Devo dire che si riprendevano velocemente e andavano avanti con il loro discorso. Io ‘sta sera non sono un animale socievole quindi li ho interrotti tutti e tre dicendo che il signor X non era in casa e che io non prendevo decisioni né accordi senza il suo consenso. Erano bellissimi i silenzi che seguivano, erano anche lunghi. Solo in due mi hanno chiesto quando potevano trovare il signor X.

mercoledì 28 aprile 2010

serissima

Ieri è passato dal laboratorio un ragazzo iscritto al quarto anno di biologia che stava cercando un posto per fare la tesi. Nel CV aveva scritto (sotto la voce interessi) che gli piaceva viaggiare, visitare mostre d’arte e leggere romanzi. Io sarà che sono vecchia ma a leggere i CV che girano adesso mi vien sempre da ridere. I più belli sono quelli con scritto: ho un bel (o buon) carattere, se mai ne trovassi uno con scritto: sono una bella persona, lo/la chiamerei a fare il colloquio solo per vedere che faccia ha. Ché io ultimamente ho la soglia della tolleranza bassa e ci sono delle espressioni che mi urtano il sistema nervoso, bella persona è una di quelle. Chissà cosa significa poi bella persona. Comunque tornando a ieri, io ieri non ero da sola a fare il colloquio, c’era anche il mio capo, così mi sono tenuta e non gli ho chiesto il titolo di un romanzo che gli è piaciuto. Era la domanda che avrei fatto più volentieri e invece ha fatto un colloquio serissimo. Quando abbiamo finito ero fin spaventata da quanto ero stata seria, ma a lui andava bene la mia serietà e al capo piaceva il candidato quindi dal 5 maggio inizio una nuova avventura.

mercoledì 14 aprile 2010

siam mica messi bene

Oggi sull’autobus ho visto un cartello nuovo. Non ero sul mio solito autobus ero su un 18 ché sono stata in un ufficio dell’anagrafe decentrato, tanto comodo, a quindici minuti a piedi da casa, poca gente. Ero contenta di aver cercato un ufficio anagrafe decentrato, e anche di aver scoperto che potevo fare un timbro sulla carta d’identità vecchia e farla valere altri cinque anni. Non sapevo però che la carta d’identità con la proroga non la si può usare per l’espatrio. Cioè la si può usare ma solo se vai in alcuni posti. Se vai in Croazia no, la Croazia è uno dei paesi che non l’accetta. Devo tornare domani con tre foto. Comunque lasciando perdere questa cosa della carta d’identità che io non sapevo se no oggi sarei andata con le tre foto invece di dover ritornare domani, io ero sul 18 che era già bello pieno quando è passato alla fermata dove ero io, e sull’autobus mi sono messa a leggere i cartelli che erano appesi, per lo più erano pubblicità. Poi ho trovato un adesivo, grandino per essere un adesivo, messo dall’AMT con su scritto: Guardati intorno, forse c’è qualcuno che ha bisogno di sedersi. Poi c’erano due disegni: sulla sinistra una donna incinta che teneva per mano un bambino e sulla destra un signore anziano con il bastone. Di lato, dalla parte del signore, c’era scritto, tutto a lettere maiuscole: Non dimenticare la cortesia (poi tre puntini di sospensione e a capo sempre scritto grosso) offri il posto. A me è venuto da pensare che non siam mica messi tanto bene se dobbiamo appiccicare ‘sti cartelli. Poi mi è venuto in mente anche che quando andavo alle medie sull’autobus c’era scritto: non sputare.

martedì 16 marzo 2010

affermazione spiazzante

“Io sono così claustrofobica che quando c’è un raggio di sole sto subito meglio.”
L’ho sentito oggi mentre camminavo per i corridoi dell’ospedale. Precisamente alle nove e dieci, superando una signora che camminava con calma parlando al cellulare.
Io la riciclo, mi piace troppo. La trovo un’affermazione spiazzante.

lunedì 15 marzo 2010

signora Latte

‘sta mattina al bar c’era una bambina che si chiama come me e ci siamo messe a parlare. Ho iniziato io quando ho sentito sua mamma dirle: Latte sta attenta alla signora. È una bambina molto simpatica, lei non aveva mai incontrato un’altra Latte ma mi ha raccontato che al suo asilo ci sono tre Mattei, due Marchi e due Sofie. Quando sono andata via mi ha salutato dicendo: buona giornata signora Latte. E, a pensarci ora, è stata realmente una buona giornata.

mercoledì 24 febbraio 2010

impressionante

hanno finalmente messo i bidoni per la raccolta differenziata della plastica nell’ospedale dove lavoro, due piccolini davanti a ogni padiglione. Non è tanto, sarà un mese. Ora che ci siamo messe a fare le cose come andrebbero fatte mi sono resa conto di quanta plastica pulita* buttavamo via alla settimana. Impressionante.

(* quella che non va buttata nei biobox, quegli affari che fuori sono cartone, dentro hanno un sacco di plastica molto resistente e servono per mandare all'inceneritore il materiale potenzialmente infetto)