martedì 17 novembre 2009

due letterE differentI

Sulla porta della libreria dove vado più volentieri c'è scritto: ENTRATE LIBERI.
A me, entrate liberi piace molto. Lo trovo bellissimo. Già entrare in una libreria è, per me, una bella cosa, entrare in una libreria dove ti trovi bene, se vuoi puoi anche fare due chiacchere con i due librai che sono anche simpatici oltre che molto gentili e che ti accoglie con un entrate liberi, è proprio bello.

lunedì 16 novembre 2009

dovrebbero le anatre non nuotare?

Io volevo saper da lei una cosa sola: dove s’era mai veduto o udito, che una ragazza sposasse un giovane soltanto per poter andar con lui alla fine del mondo, chi sa dove, al diavolo? Ed ella a rispondermi che andava volentieri anche alla fine del mondo e a tutti i diavoli, pur di andare con lui … Io bado a dimostrarle con i principi della ragione, che ciò è sciocco. Ed ella mi spiega con i suoi principi che io non posso capire niente. Allora io le racconto la parabola della chioccia, che covò le uova dell’anatra: le anatrelle andarono nell’acqua e la chioccia ci rimase con un palmo di naso: “che cosa ne dici, figliolina?”
“Che posso dire?” dice lei. “ è un gran male per la chioccia, poverina; ma perché le chiocce covano, dovrebbero le anatre non nuotare?”
Capite? Le figlie di Tewje dicono sempre cose meravigliose.


La storia di Tewje il lattivendolo Shalom Alechem (Feltrinelli)

domenica 15 novembre 2009

si può, sono io che non son capace

Ieri camminavo per i vicoli. C’era tanta gente nei vicoli ieri, troppa per i miei gusti. Erano le cinque di sabato pomeriggio e c’era brutto tempo, normale che fossimo in tanti. Però camminare in coda, anche se è una coda mobile, non mi piace proprio. A un certo punto mi sono fermata a vedere una vetrina e quando ho ripreso posto nella coda non avevo più davanti tre ragazze con i pantaloni a vita bassissima che camminavano tenendosi per mano ma un bambino di tre anni che camminava con i genitori, la mamma spingeva un passeggino vuoto. Il bambino piangeva tenendosi con la mano al cappotto della mamma e urlava disperato: mamma facciamo pace? La mamma non lo guardava, parlava con il papà. Il discorso, a due voci ché anche il papà ci metteva del suo, era tutto fatto da frasi tipo: Non ne posso più. è un viziato. Ha già la camera piena di giocattoli e non ci gioca mai. Non so che cosa fare. Dove abbiamo sbagliato. Ma abbiamo sbagliato? Pensavo che con l’asilo le cose sarebbero migliorate. Il bambino continuava a piangere e continuava a chiedere: mamma facciamo pace? Io dopo un po’ non riuscivo più a senterli, mi veniva voglia di picchiettare sulla schiena di quella mamma e chiederle se faceva pace con suo figlio. Ma non si può fare una cosa del genere, o forse si può, sono io che non sono capace. Ho provato a superarli. Niente, era impossibile superare, bisognava rimanere in coda, ché i vicoli sono strettti e c’era anche gente che veniva in direzione opposta. Quando ho sentito il papà dire: Magari un fratello e la mamma rispondere: Ci mancherebbe solo quello a completare il quadro ho cercato l’iPod nella borsa ma l’avevo lasciato a casa, allora sono entrata in un forno, mi sono presa un pezzo di focaccia e me lo sono mangiato lì, nel forno. Quando sono uscita non sentivo più il bambino chiedere piangendo: mamma facciamo pace? Avevo in pancia una fetta di focaccia untissima ma buona e un senso di nausea. ‘Sta mattina mentre facevo colazione pensavo: chissà a che ora hanno fatto pace.

sabato 14 novembre 2009

-14

ROMA - I finanziamenti destinati dalla Finanziaria 2007 all'assunzione di giovani ricercatori universitari non andranno persi. Lo assicura il ministero dell'Università e della Ricerca: "Il ministero entro due settimane emanerà un decreto ministeriale che trasferirà l'intera cifra alle università per consentire l'assunzione dei giovani ricercatori". (Dal sito di Repubblica)
Mariastar guarda che io, per non saper né leggere né scrivere, inizio a contare.

venerdì 13 novembre 2009

il vecchiosaggio

Io non so se si può fare. Non so se si possono copiare dei commenti trovati in un altro blog. Sicuramente metterei di chi sono e dove li ho trovati ma non so se basta, magari bisogna chiedere il permesso. Chi lo sa? Io no, quindi per ora non lo faccio. Però è un peccato ché la massima e le poesie del vecchiosaggio che ho letto sono proprio belle e magari c'è qualcuno che le leggerebbe volentieri. Bon, basta Latte, piantala lì, non puoi star qua a arrovellarti, hai preso una decisione: per ora non lo fai, puoi chissà, magari capisci se puoi farlo, magari qualcuno lo sa e te lo dice. E se per caso passa da qua una persona curiosa? Non posso neppure fare un post del genere e poi fregarmene, tanto io so dove andare a leggerle. Che fare? (@persona curiosa: se ti va passa un po' dal blog di Paolo Colagrande)

giovedì 12 novembre 2009

discutiamone

L'uomo è l'animale che ragiona. Così si dice. Penso che se ne possa discutere.*

Sono della tua stessa idea, discutiamone. Ti va di venire a trovarmi domani mattina? Se c'è la stessa aria che tirava 'sto pomeriggio abbiamo molti spunti di discussione.

(* Mark Twain Imprecazioni d'autore 238 aforismi rabbiosi Fiabesca)

mercoledì 11 novembre 2009

arance e tacchini

È arrivato l’inverno e ho ricominciato a mangiare arance. Da poco. 'Sta sera sarà stata la quinta o la sesta e avevamo tutte l’arancino sul fondo. Non so, saranno anche discorsi da persona che ormai è nel pieno della mezza età ma un po’ di anni fa le arance non avevano tutte l’arancino sul fondo. Mentre pensavo questo mi è venuto in mente che all’inizio del mese ero andata dal mio macellaio per comprare delle fettine di tacchino e il macellaio mi avevo detto che non tenevano più il tacchino. A me era venuto spontaneo chiedergli perché e allora ho saputo che non se la sentiva di vendere quella carne ché ogni tre tacchini che puliva uno aveva dei tumori grossi così. Mi ha fatto segno con le dita, ha unito il pollice con l’indice. Poi ha continuato dicendomi: sa signora i tacchini devono diventare venti, venticinque chili in sei mesi, per poter tenere il prezzo basso e allora…