Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post

giovedì 14 ottobre 2010

come è possibile?

C’è un autore che ho scoperto per caso pescando tra i libri di mia mamma, si chiama Shalom Aleichem (poi in realtà si trova scritto anche in maniera differente, dipende della casa editrice che lo pubblica ché a passare da un alfabeto a un altro mi sono fatta l’idea che ognuno faccia quello che preferisce, e va benissimo così, a me basta che traducano poi possono cambiare lettere del suo nome come più preferiscono, mica è un problema). Dicevo che c’è questo autore e io avevo visto che doveva uscire la traduzione di un libro che non ho ancora letto e dal momento che quelli che ho letto mi sono piaciuti stavo particolarmente attenta. Poi ieri ho trovato un sito dove si può scaricare il pdf dell’intero libro. A me non piace leggere cose lunghe stando al computer così sono indecisa se stamparmelo, ma sono 254 pagine. C’era anche la possibilità di comprarlo, ho cliccato e ho visto che se lo ordino da loro sono 9 euro, se lo prendo da ilmiolibro sono 12, se invece lo prendo dalla feltrinelli sono 16.50. Ma come è possibile?
(p.s. se volete andare è qua, se non avete mai letto niente di suo a me La storia di Tewje il lattivendolo e Racconti della Shtetl. Scene di vita ebraica in un’Europa scomparsa sono piaciuti molto, per quel che vale, ve li consiglio).

venerdì 8 ottobre 2010

gatto bianco




Stavo cercando di far ordine sulla scrivania del mio computer (cercando di compiere un’impresa eroica sarebbe meglio). Buttavo nel cestino cose scaricate e lette ma che non voglio conservare, mettevo nei posti giusti quello che magari mi può venir voglia di rileggere, facevo una cartellina con i programmi vari: teatro, cinema in lingua originale… I film in lingua originale mi sarebbero tanto utili, che poi sarebbero film in inglese quelli che ho segnato ad eccezione di uno che è in spagnolo. Se si tolgono pochi termini scientifici io, in inglese, ho un vocabolario scarsissimo, non che quello italiano sia vasto ma va già un po' meglio. Ogni volta parto con i miei buoni propositi e poi addio propositi, ci rivediamo con l’anno nuovo, forse. Quando ero in Croazia ho provato a far conservazione con una collega tedesca e cippa che riuscivo a risponderle su come stavano i finanziamenti della ricerca in Italia, avrò detto un quinto o forse meno di quello che volevo, è tremendo provare a tenere un ritmo non bradipesco se ti mancano le parole. Si sviluppa la fantasia però, ho fatto dei giri di parole lunghissimi e i giri lunghissimi son già pericolosi quando li faccio nella mia lingua, in una lingua che non conosco sono pienissimi di insidie. Ma io so già come andrà a finire anche questa volta con i miei buoni propositi sull’andar a vedere film in inglese, ché io posso anche confidare sulla mia amica C. ma mi sa che mi tirerà di quei pacchi ma di quei pacchi che quasi quasi conservo le scatole che poi quelle vengon sempre utili. Uno me lo ha già tirato, ho appena controllato: 8/10 cinema Corallo 15.30-18.00-21.15, Whatever Works -Basta che funzioni di Woody Allen con Larry David, Adam Brooks, Evan Rachel Wood Commedia, U.S.A., Francia, 2009, 92'. È lì, bello sottolineato, tanto vale che lo tolga dall’elenco e non perché ci sia andata oggi. Ero lì che mettevo ordine e ho ritrovato quest’immagine e non mi ricordo mica più dove l’avevo trovata, era un posto dove c’erano queste foto di opere fatte utilizzando libri, disponendoli in maniera strana, dipingendo sui dorsi e a me questo gatto era piaciuto molto. Questo lo tengo, lo metto con le foto di Cato, così si fanno compagnia.

venerdì 20 agosto 2010

il gatto di Simone

Lui è un grande ma il suo gatto è … non mi viene un aggettivo adatto. È un gatto gatto, ecco che cos’è. Opsh, correggo, ecco chi è.

martedì 8 giugno 2010

preoccupante

Sono stata senza internet per tre giorni e mi sono resa conto quante volte mi attacco a internet quando sono a casa. Domenica mi sarò collegata almeno dieci volte per controllare se magicamente era tornata la linea. Poi dicono della televisione. La televisione la conosco da anni, è spesso accesa, lo ammetto, ma come se fosse una radio, se voglio guardo le immagini, la maggior parte delle volte è un sottofondo. Molto difficile che ci stia davanti guardandola. Anche ora c’è D’Alema che sta parlando mi sono stufata da un pezzo di seguirlo e sono qua. Lui è la che parla con la sua solita faccia, sta dicendo le solite cose e io mica lo sto a sentire. La dipendenza da internet invece mi ha preoccupato. Io che prendevo in giro Daniele perché controlla la posta in continuazione, sto diventando peggio di lui.

sabato 17 aprile 2010

facciamo pure senza un po’

Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.
J D Salinger Il giovane Holden

L’ho trovata sul blog di Renault4 due giorni fa. Adesso ci ripensavo. Io, nella mia testa, di dialoghi con autori di libri che mi sono piaciuti molto ne faccio spesso. Forse sarebbe meglio chiamarli monologhi dal momento che faccio tutte e due le parti io, però fa niente, anche se tecnicamente sbagliato mi sembra che dialoghi sia più corretto. Il punto strano, ora che ci penso, è che se mi metto a parlare con uno scrittore come Kafka, Bernhard, Alechem o Calvino mi sembra che la cosa sia normale, se, sempre nella mia testa, mi metto a parlare con uno scrittore che potrei realmente chiamare per telefono, se solo fossimo amici, mi sento un po’ stupida (facciamo pure senza un po’).

lunedì 8 marzo 2010

presentazioni

Se uno va sul sito di Ascanio Celestini la prima cosa che trova scritta, il primo impatto con quella pagina, la prima cosa che legge è:

Mi chiamo Ascanio Celestini,
figlio di Gaetano Celestini e Comin Piera.
Mio padre rimette a posto i mobili, mobili vecchi o antichi
è nato al Quadraro e da ragazzino l’hanno portato a lavorare sotto padrone
in bottega a San Lorenzo.
Mia madre è di Tor Pignattara, da giovane faceva la parrucchiera
da uno che aveva tagliato i capelli al re d’Italia
e a quel tempo ballava il liscio.
Quando s’è sposata con mio padre ha smesso di ballare.
Quando sono nato io ha smesso di fare la parrucchiera.
Mio nonno paterno faceva il carrettiere a Trastevere.
Con l’incidente è rimasto grande invalido del lavoro,
è andato a lavorare al cinema Iris a Porta Pia.
La mattina faceva le pulizie, pomeriggio e sera faceva la maschera,
la notte faceva il guardiano.
Sua moglie si chiamava Agnese, è nata a Bedero.
Io mi ricordo che si costruiva le scarpe coi guanti vecchi.
Mio nonno materno si chiamava Giovanni e faceva il boscaiolo con Primo Carnera.
Mia nonna materna è nata ad Anguillara Sabazia e si chiamava Marianna.
La sorella, Fenisia, levava le fatture
e lei raccontava storie di streghe.

Questa cosa, che poi è un po’ anche il suo modo di presentarsi a chi arriva, io quella cosa lì che si trova il centro, in alto, nella prima pagina del suo sito, la trovo bellissima.

lunedì 11 gennaio 2010

problemi con internet

Io a volte lascio la pazienza e la testa da qualche parte e sbuffo, ma forte. Mi piacerebbe anche saperlo dove le lascio così poi, se mi va, so dove andare a riprendermele. Non so se lo scoprirò mai però. Questo pomeriggio, sul lavoro, avevo problemi con internet. Mi connettevo, guardavo una pagina poi, appena la cambiavo, si disconnetteva. All’inizio non mi sembrava un gran problema e mi ricollegavo poi è diventato un problema perché stavo per finire la pazienza e anche perché ho iniziato a far casino con la password. Noi abbiamo una password per collegarci e se non usiamo internet per un po’ ci disconnettono in automatico, a volte sono lì che leggo un articolo, magari non lo capisco bene e vado lenta, poi voglio caricare la pagina dopo e non va più. La password, è inutile che c’ingannino con altri motivi ché noi lo sappiamo benissimo, siam mica nati ieri, l’altro ieri, è diverso l’altro ieri da ieri, molto diverso, la password dicevo serve soprattutto per rintracciare chi va dove. La mia password è lunghissima, per i miei gusti, sono i cinque numeri del cartellino, punto esclamativo, le prime due lettere del cognome, la prima minuscola la seconda maiuscola, le prime due lettere del nome, ‘sta volta la prima maiuscola e la seconda minuscola, di nuovo punto esclamativo e per finire il numero tre. Ecco, oggi scaricavo roba che mi serviva per lavorare (non stavo cazzeggiando in giro cosa a volte faccio anche se loro mi possono vedere) e ogni due per tre perdevo la linea e dovevo di nuovo connettermi e scrivere cognome nome, quella lunghissima password e ricercare la pagina. Dopo un po’ ho perso la pazienza. E poi ho peso anche l’attenzione e allora mi capitava di mettere la password della posta, o quella della libreria di aNobii o quella per entrare in questo posto e lì è arrivato anche lo sbuffo. Ma forte, facevo proprio rumore, buttavo fuori aria con forza e dicevo un uff contemporaneamente, un uff che si sentiva proprio bene. Poi all’ennesima volta che sullo schermo è comparsa la scritta: L’applicazione Safari si è chiusa inaspettatamente. Il sistema e le altre applicazioni non sono stati toccati. Vuoi inviare ad Apple un resoconto del problema? e sotto due caselle una con scritto Invia resoconto e una con scritto Annulla già bella evidenziata ché anche loro lo sanno già che non voglio inviare un resoconto, io voglio che la linea funzioni e lavorare più o meno in pace ecco quello, per me, è stato il momento giusto per alzarsi andarmene a prendere un caffé. Perché quello che si dice sul caffé è una bugia, è qualcosa di falsissimo, il caffé calma non è vero che agita. Se vi capita qualcosa di simile, date retta a me andate a prendervi un caffé dopo aver segnato su un foglietto che cosa stavate facendo e poi quando tornate belli calmi dal caffé fate dell’altro e continuate il giorno dopo che è meglio. Per voi e per chi lavora vicino a voi.

lunedì 30 novembre 2009

un riassunto, ottimo

Io, come tantissima altra gente, ho una casella di posta libero. Quando controllo la posta sulla sinistra dello schermo compaiono due scritte: leggi mail (con due numeri, mail non lette e mail totali) e, sotto, scrivi mail. Sulla destra dello schermo invece c’è uno spazio pubblicitario. Settimana scorsa era stranamente occupato da libreriauniversitaria e così mi ero un po’ abituata a darci un’occhiata e più di una volta ho anche cliccato perché c’erano libri che mi incuriosivano. Adesso la situazione è cambiata, ho trovato:
2 volte: Perdere 16 chili in 2 mesi / L’ho fatto! Senza regole e senza sport / Leggi la mia storia per saperne di più / due foto: una pancia tonda e una pancia piatta (pance femminili).
2 volte: Stiamo cercando la nuova stella del poker / Potresti essere tu / Entra nel GD team / Gioco digitale
1 volta: Vuoi giocare on line a superenalotto superstar? / Provalo subito!
e ‘sta sera un ottimo riassunto: Kalorie King gioca adesso / Brucia i grassi / gioca e sfoggia un fisico perfetto / Gioca e vinci soldi veri!

sabato 14 novembre 2009

-14

ROMA - I finanziamenti destinati dalla Finanziaria 2007 all'assunzione di giovani ricercatori universitari non andranno persi. Lo assicura il ministero dell'Università e della Ricerca: "Il ministero entro due settimane emanerà un decreto ministeriale che trasferirà l'intera cifra alle università per consentire l'assunzione dei giovani ricercatori". (Dal sito di Repubblica)
Mariastar guarda che io, per non saper né leggere né scrivere, inizio a contare.

venerdì 13 novembre 2009

il vecchiosaggio

Io non so se si può fare. Non so se si possono copiare dei commenti trovati in un altro blog. Sicuramente metterei di chi sono e dove li ho trovati ma non so se basta, magari bisogna chiedere il permesso. Chi lo sa? Io no, quindi per ora non lo faccio. Però è un peccato ché la massima e le poesie del vecchiosaggio che ho letto sono proprio belle e magari c'è qualcuno che le leggerebbe volentieri. Bon, basta Latte, piantala lì, non puoi star qua a arrovellarti, hai preso una decisione: per ora non lo fai, puoi chissà, magari capisci se puoi farlo, magari qualcuno lo sa e te lo dice. E se per caso passa da qua una persona curiosa? Non posso neppure fare un post del genere e poi fregarmene, tanto io so dove andare a leggerle. Che fare? (@persona curiosa: se ti va passa un po' dal blog di Paolo Colagrande)

mercoledì 28 ottobre 2009

a volte

a volte, però, i file audio ritornano
(e poi sei contenta. E poi ti allarghi e pensi che i desideri si possano realizzare. Poi ti restringi ma prima, per un po', ti allarghi.)

lunedì 26 ottobre 2009

orazio

Quest’oggi mentre mangiavo davanti al computer ho trovato un file audio che mi interessava così ‘sta sera mi son detta: ora vado a ascoltarlo. E invece niente, non c’è più, tolto. Non dico che non sia diritto di chi mette un file toglierlo, se vuole farlo fa bene a farlo, ma io ci sono rimasta malissimo. Vediamo se ora imparo a cogliere l’attimo.