domenica 11 luglio 2010
10 luglio
Ci sono dei giorni che sono un po’ così, che non si possono descrivere, giorni che sto in un modo che non capisco neppure io come sto e anche il tempo non lo capisco mica, non so dare una misura al tempo ché cinque anni mi sembrano pochi e mi sembrano anche tanti. E l’unico modo è viverli. Senza farmi tante domande. E se sono triste star triste in pace e se poco dopo non lo sono star non triste in pace. E se l’esser triste e il non esserlo si alternano in continuazione, farsene una ragione, non farsi domande e prender quel che viene, più in pace che si può.
mercoledì 7 luglio 2010
preoccupata
'sta sera cercavo di aprire il portone sotto casa con le chiavi del lavoro, dal momento che non girava stavo anche sforzando un po'. Poi mi sono accorta del mazzo che avevo in mano. Sono seriamente preoccupata per la mia salute mentale.
martedì 6 luglio 2010
a lei
Oggi ho vinto l’andar dal fabbro a fare le copie delle chiavi. Il fabbro dell’ospedale ha fatto un incidente in motocicletta, sta bene per fortuna ma ha una spalla fuori uso e quindi è, giustamente, in malattia e ne avrà per un po’. Poi c’è agosto e ci sono le ferie, quindi si andava a settembre.
Dal momento che ho vinto l’andare ho scelto di andare da un fabbro che mi aveva già fatto dei duplicati funzionanti. C’è un fabbro in piazza Colombo che mi è simpatico, un signore di sessantasette anni (sono sicura perché mentre faceva i duplicati abbiamo chiaccherato) uno che sorride spesso, ti accoglie dicendoti: cosa mi racconta signora? Uno con qualche chilo in più ma quel peso gli sta bene. Uno di quelli che se li vedi magri ti domandi se stanno male. (Ognuno ha il suo peso, almeno secondo me. Pensando a questo mi sono fatta dei tocchi di salsiccia ‘sta sera a cena. Ma questo è tra parentesi). Lui mi ha fatto otto duplicati della porta d’ingresso del nuovo laboratorio, due dello studio del capo e due del deposito che c’è nell’atrio. Mi ha scontato quaranta centesimi e mi ha regalato l’anellino per la mia copia. L’ho ringraziato poi ho visto che lo scontrino aveva i quaranta centesimi in più, l’ho guardato e lui mi ha detto: il caffè io lo offro a lei. Lei si faccia dare i soldi giusti.
Dal momento che ho vinto l’andare ho scelto di andare da un fabbro che mi aveva già fatto dei duplicati funzionanti. C’è un fabbro in piazza Colombo che mi è simpatico, un signore di sessantasette anni (sono sicura perché mentre faceva i duplicati abbiamo chiaccherato) uno che sorride spesso, ti accoglie dicendoti: cosa mi racconta signora? Uno con qualche chilo in più ma quel peso gli sta bene. Uno di quelli che se li vedi magri ti domandi se stanno male. (Ognuno ha il suo peso, almeno secondo me. Pensando a questo mi sono fatta dei tocchi di salsiccia ‘sta sera a cena. Ma questo è tra parentesi). Lui mi ha fatto otto duplicati della porta d’ingresso del nuovo laboratorio, due dello studio del capo e due del deposito che c’è nell’atrio. Mi ha scontato quaranta centesimi e mi ha regalato l’anellino per la mia copia. L’ho ringraziato poi ho visto che lo scontrino aveva i quaranta centesimi in più, l’ho guardato e lui mi ha detto: il caffè io lo offro a lei. Lei si faccia dare i soldi giusti.
lunedì 5 luglio 2010
si stupisce
Il cuore di una donna non è sempre uguale ogni giorno. Quando è allegra lui si stupisce, che ha da essere così contenta. E quando è triste si stupisce, chissà perché fa quella faccia aggrondata. E anche lui si rabbuia in volto.
Una storia comune Shmuel Yosef Agnon pag.134
Una storia comune Shmuel Yosef Agnon pag.134
mercoledì 30 giugno 2010
disegno

oggi per l'ennesima volta ho confuso i tortellini con i ravioli così C. ha esclamato: Latte son vent'anni che vivi qua e mangi pasta fresca, adesso ti spiego. Poi ha preso un foglio di carta e mi ha spiegato. Spero sia la volta buona.
(lei come maestra è eccellente, i dubbi sono sulla mia capacità d'apprendere)
domenica 27 giugno 2010
postsincronizzati
A volte ho l'impressione di vivere in un film doppiato e che tutti muovano le labbra senza però che questo corrisponda alle parole. Siamo tutti postsincronizzati, e delle volte in modo molto abile, si sarebbe portati a credere che sia un fatto normale.
Mio caro pitone Romain Gary pag. 102
Mio caro pitone Romain Gary pag. 102
sabato 26 giugno 2010
dominghite
Oggi ho avuto un attacco di dominghite* acuta e mi messa a fare casa ordine. Quando mi prende così sono pericolosa. C’è da dire che capita di rado e di solito la malattia si risolve in meno di ventiquattro ore, il tempo è calcolato dall’esordio del primo sintomo alla conclusione della crisi. Quando sono uscita per farmi un giro in centro stavo già meglio ma ero ancora malata. Lo so con certezza. Ho guardato Garibaldi e gli ho detto: dammi un po’ quel mantello che lo metto in macchina, programma 5, 40 gradi, poi lo stendo e te lo riporto domani mattina profumato di Coccolino.
(*Dominga, la perfetta casalinga)
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