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venerdì 12 novembre 2010

biscotti (prova)

La veterinaria di Cato è omeopata, eh sì ci sono anche i veterinari che credono nell’omeopatia, io poco. Nell’effetto placebo invece credo, cioè credo è un po’ forte, diciamo che sono abbastanza convinta che esista. Allora dicevo che a volte Cato ha dei problemi di salute, alcuni si arginano con l’omeopatia altri vengono riconosciuti come importanti anche da lei e vengono curati con farmaci tradizionali. Era un periodo che non stava benissimo ma neppure male, Daniele l’ha portato dalla veterinaria ed è tornato con una ricetta. Quando ho saputo che gli aveva dato un prodotto omeopatico ho pensato: bene, non è niente di preoccupante, e la ricetta non l’ho neppure letta. Poi dopo tre giorni stava meglio. Ma guarda te, gli ho detto (a Daniele l’ho detto, non a Cato), ‘sta volta l’egua santa ha funzionato. Lui mi sorrideva e taceva. Allora ho detto quello che voleva sentire, ché dopo anni che si vive insieme lo sapevo benissimo che cosa si aspettava. E lui sorrideva, e taceva. Poi continuava a tacere. Poi, dopo ancora, è andato in cucina, è tornato, mi ha messo in mano il flaconcino e mi ha detto: pochi granuli fanno miracoli. Ho letto. L’egua santa di questa ricetta si chiama: apocynum cannabinum.
Io, se ne avanza di quei granuli, vorrei provare a scioglierli e aggiungerli alla posta frolla. Secondo me vengon fuori dei biscotti buonissimi.

mercoledì 30 giugno 2010

disegno



oggi per l'ennesima volta ho confuso i tortellini con i ravioli così C. ha esclamato: Latte son vent'anni che vivi qua e mangi pasta fresca, adesso ti spiego. Poi ha preso un foglio di carta e mi ha spiegato. Spero sia la volta buona.
(lei come maestra è eccellente, i dubbi sono sulla mia capacità d'apprendere)

domenica 30 maggio 2010

da ripetere

Ho fatto un esperimento e ho fritto 10 sardine, aperte e senza lisca, come se fossero delle cotolette, prima uovo e poi pan grattato. Venuto bene, da ripetere. Sarà la mia parte lombarda ma danno più soddisfazione che con la sola farina.

giovedì 11 febbraio 2010

ravioli

Mi si sono aperti i ravioli e tutto il ripieno è uscito, quasi tutto, non proprio tutto tutto. Avevo così voglia di mangiarmi i ravioli con il ripieno di carne e invece. Non li prendo quasi mai, a Daniele piacciono più quelli magri, che poi magri, mah, io ho dei dubbi che siano magri, dentro quelli magri ci sono verdure e grana, tanto grana. Io però ‘sta sera avevo la bocca a raviolo di carne così tornando a casa sono entrata in questo negozio di pasta fresca e me li sono presi, tre etti, quattro euro e cinquanta. Così hai anche il gavetto da portarti domani al lavoro già pronto, mi dicevo. E invece si sono aperti prima di essere cotti, saranno stati chiusi male, non lo so, sono abbastanza ignorante nella materia ravioli/tortellini/pasta-fresca-ripiena. Me li sono fatta andare bene lo stesso, non si può buttar via tutto quel ben di dio, così li ho scolati piano piano con il colino stretto stretto e ho buttato il tutto su un po’ di sugo della mamma di Daniele (che ci ha regalato tanti bei barattoli di sugo fatto da lei con i pomodori della loro fascetta). Pace, ‘sta volta è andata così. A pensare che non erano ravioli di carne ma che era pasta condita con una sottospecie di ragù non erano neppure tanto male.
E domani si duplica, sempre che non torni da yoga con la voglia di mangiare quella cosa. Dubito però che ‘sta sera ceni alle dieci e mezza con qualcosa di differente dal tè verde. Potrebbe sempre stupirmi. Chissà.