giovedì 10 giugno 2010

il signor Keuner

Stavo cercando una cosa e mi sono ritrovata a rileggere le Storielle del signor Keuner. Sono bellissime.

Se il signor K. amasse qualcuno.
- Che fa, - fu chiesto al signor K., - quando ama una persona? - Me ne faccio un’idea, rispose il signor K., - e procuro che le assomigli. - Chi? L’idea? – No, - disse il signor K., - la persona.

Il signor Keuner era contro
Il signor Keuner non era favorevole a prender congedo, a salutare, agli anniversari, alle feste, a finire un lavoro, a iniziare un nuovo periodo delle vita, alle rese dei conti, alla vendetta, ai verdetti definitivi.

mercoledì 9 giugno 2010

abbracci

Ci sono dei giorni che mi vien voglia di abbracciare delle persone, dei perfetti estranei, e poi mi trattengo, ché certe cose mi è stato insegnato che non si fanno anche se non sono così convinta che sia una cosa bella non farle. Magari c’è anche chi lo apprezzerebbe un abbraccio da un estraneo, va tu a saperlo, siamo in tanti, siam tutti diversi. Comunque ieri dovevo fare il prelievo per la medicina preventiva e in sala prelievi c’era questa infermiera alle prime armi che mi toccava il braccio poi guardava il medico con una visibilissima richiesta d’aiuto stampata in faccia poi tornava a toccarmi in braccio, poi invece ha bucato benissimo, sentito niente e infatti oggi non si vede quasi il segno. Io uscendo ho solo salutato e augurato buona giornata ma avrei tanto voluto abbracciarla e dirle: non ti preoccupare, va avanti, va bene così.

martedì 8 giugno 2010

preoccupante

Sono stata senza internet per tre giorni e mi sono resa conto quante volte mi attacco a internet quando sono a casa. Domenica mi sarò collegata almeno dieci volte per controllare se magicamente era tornata la linea. Poi dicono della televisione. La televisione la conosco da anni, è spesso accesa, lo ammetto, ma come se fosse una radio, se voglio guardo le immagini, la maggior parte delle volte è un sottofondo. Molto difficile che ci stia davanti guardandola. Anche ora c’è D’Alema che sta parlando mi sono stufata da un pezzo di seguirlo e sono qua. Lui è la che parla con la sua solita faccia, sta dicendo le solite cose e io mica lo sto a sentire. La dipendenza da internet invece mi ha preoccupato. Io che prendevo in giro Daniele perché controlla la posta in continuazione, sto diventando peggio di lui.

venerdì 4 giugno 2010

allorOleandro

Nella gronda del terrazzo del posto dove lavoro (che forse in italiano non è una gronda quella che c’è all’interno del terrazzo ma va a sapere qual è il suo nome) sono cresciute delle piantine, sono nate in mezzo agli aghi del pino marittimo che c’è proprio lì davanti. ‘sta sera mi è venuta voglia di portarmele a casa, tanto settimana prossima passeranno a pulire e poi le buttano ché non possono crescere le piante nelle gronde se no non grondano più giù l’acqua (le gronde non le piantine). Daniele mi ha detto che è alloro, io speravo che fosse oleandro. Da questo si capisce bene quanta botanica conosco. Ora sul mio terrazzo c’è anche un vasetto con tre microallori, spero si trovino bene.

giovedì 3 giugno 2010

Lo sapevo

che dovevo fidarmi della mia schiena. ‘Sta mattina mi tirava la cicatrice che ho sulla schiena stavo per prender su l’ombrello, quello piccolo, ma poi ho guardato internet e davano sole. Alla cinque ha iniziato a piovere, meno male che quando sono uscita aveva smesso. Però, ora che rifletto su questo importantissimo argomento degno di lunghe e impegnative meditazioni, su Cato non posso proprio fare affidamento, la gatta che viveva con me prima dell’arrivo di Cato era bravissima, ci prendeva sempre: se si lavava dietro le orecchie, bastava che si passasse due volte la zampa, era sicuro che sarebbe piovuto.

mercoledì 2 giugno 2010

prima scelta

Quando mi collego alla mia pagina sul sito di aNobii, non alla libreria, alla pagina d’inizio quella con scritto ciao Latte! (il punto esclamativo è loro), quando vado lì in basso, sulla destra, ma proprio in fondo alla pagina c’è un posto chiamato scelti per te. A me piacerebbe sapere chi li sceglie ma mi sa che rimarrò nella mia ignoranza, molto probabilmente non è un essere vivente ma un programma comunque io, passando da lì, mai visto un titolo. Nessuno, o niente, mi dava un consiglio. Invece oggi qualcuno o qualcosa ha scelto Il nome della rosa.

martedì 1 giugno 2010

mica so perché

C’è un blog che seguo da anni e che mi piace molto (forse: che mi piace molto potevo anche non metterlo ché se ci vado da anni vuol già dire che mi piace, però mettiamo che passi da qua qualcuno che non mi conosce e che pensa che a me piace andare in giro su pagine che non mi piacciono, sia mai, meglio essere chiari). Il post di oggi si intitola Buona fortuna e così ora pensavo che a me capita di non capire quella che dovrebbe essere anche la mia lingua. Pensavo: fortuna è sia buona sorte che cattiva sorte però si dice fortunato e sfortunato non è che fortunato sia uno che può aver avuto sia una cattiva che una buona sorte. Mica so perché.