martedì 7 dicembre 2010

trogolo (o truogolo)



La cosa bella dell’essere ignoranti, ad esempio di non conoscere bene la propria lingua, è che con niente, con solo un po’ di curiosità, si possono trovare nuove cose per stupirsi. Non è poco. Cose che, a chi sa un po’ d’italiano, suonano normali a me destano una serie di ragionamenti, di ricordi e poi la ricerca. A esser sincera sincera la ricerca a volte, non sempre, a volte mi dimentico e poi quando mi imbatto di nuovo nello stesso punto mi accorgo che i propositi di ricerca se ne erano andati a fare un giro senza più tornare.

Io, fino a poco fa, se qualcuno mi avesse chiesto che cos’è un trogolo avrei risposto: la mangiatoia dei maiali. E bon, morta lì. Magari mi sarebbe anche tornata in mente una sera a casa dei miei, una sera con una cena di quelle dove non manca niente, quelle che finiscono con frutta, dolce, caffé con sigaretta, grappa e poi magari sigaretta di nuovo. Quella sera, quella del ricordo di adesso, aiutando mia mamma a sparecchiare ho visto due cipolline, sole, dimenticate da tutti e, invece di mettere la pellicola trasparente sulla ciotola e metterle in frigo, me le sono mangiate. Sei peggio di un trogolo, mi ha detto mia mamma, ma ridendo, non come critica, che anche a lei piace mangiare. Però a pensarci ora devo dire che non aveva mica torto; col fatto che tanto poi nella pancia si mescola tutto io riesco a fare delle cose che non sembrano tanto normali.

Il nome di quella piazza per me non aveva molto senso. Per cercare di darglielo sono andata a pensare che magari lì c’era il mercato dei maiali, una volta. Poi ho cercato e ho scoperto che trogolo (o truogolo) è anche: vasca quadrangolare in muratura, costruita all’aperto, usata per farvi il bucato, risciacquarvi ortaggi o altro. Ora torna di più.

(Piazza dei Truogoli)

lunedì 6 dicembre 2010

vedremo




La zona qua sotto casa sta cambiando. Dovrebbe arrivarci la metro, la fermata di Brignole. Non ho idea di quando finiranno, è da quel dì che doveva essere finita ma mi sembra che manchi ancora un bel po’ di lavoro. Ora si dice che sarà pronta per l’inizio del 2012. Vedremo. Poi, pochi mesi fa, hanno buttato giù due palazzi. Una mattina passando ho visto che mentre buttavano giù c’era uno, tutto bardato con una tuta bianca, con anche la mascherina, su una scala di quelle grandi, lunghe, metalliche attaccate a una macchina, tipo le scale dei pompieri ma non era una macchina dei pompieri. Aveva la canna dell’acqua in mano, spruzzava acqua. Me lo ricordo bene perché mi ricordo che cosa mi è passato per la testa e mi ricordo anche che io, che spesso non mi faccio i ca@@i miei, a una mamma se ne stava lì a guardare la cosa con un bambino di due anni in braccio ho detto: sicuramente mi sbaglio, ma se stanno innaffiando per tener giù la polvere d’amianto è meglio passare da qua velocemente. In quello spazio, dicevo, dovrebbero costruire un silos perché la stazione di Brignole è più o meno senza parcheggio. Il punto è che qua sotto c’è acqua e quindi è molto più semplice fare un silos che sale verso l’alto (va beh, se sale per forza va verso l’alto) ma la popolazione, soprattutto quella che abita in questa zona, non ha la minima voglia di trovarsi davanti un mostro che toglie la vista e quindi, se proprio ci deve star un silos qua, vuole un silos che scende, che se ne va sotto terra, al massimo di due piani fuori. Due piani verso l’alto e il resto verso il basso, nascosto alla vista. Vedremo.

domenica 5 dicembre 2010

ottagonale




Oggi è nuvolo e a me, con questo tempo, vien voglia di rimanermene a casa tutto il giorno.

Ieri invece era una gran bella giornata, c’era un cielo bellissimo e una gran bella luce, veniva voglia di star in giro tutto il giorno.

(Campanile di San Donato. Non è storto, è la mia foto che è un po' storta ma pace)

giustificazione/scusa

A me non piace molto stirare. Di solito stiro la domenica mattina, non tutte le domeniche mattina. Quando fa caldo tendo a saltarne fino a che non mi trovo con tutta la roba che non si può mettere in quello stato per andare a lavorare e allora mi decido. Quando fa freddo ne salto di meno. Oggi mi sono resa conto che ho preso, in poco tempo, una bella abitudine; ma oggi non si può fare come mi sono abituata a fare da poco e quindi oggi non si stira. Si rimanda a domenica prossima, ma ho la giustificazione. In realtà è una scusa, ma va bene anche da giustificazione: ‘sta settimana niente capitolo nuovo. Se si ascolta una cosa interessante, letta bene, il tempo ti passa via che neppure ci si accorge che si sta stirando. Però penso che sia un bene che l’abbia già letta a modo mio, col mio ritmo, ché il conoscere la storia mi fa star più attenta al suo modo di leggere le stesse pagine ma mi lascia anche quel minimo di concentrazione che serve per non stirarmi anche le mani.

(i primi quattro capitoli sono qua)

sabato 4 dicembre 2010

righe



(San Lorenzo)

venerdì 3 dicembre 2010

un amico

Ci sono delle volte che avresti bisogno se non di un abbraccio almeno di una pacca su una spalla. E non arriva. Tu ci provi a vedere se arriva, non è che proprio la chiedi ma quasi, sei convinta che si capisca che ne hai bisogno, senza star lì tanto a dirlo. Ma niente. E quando ti rendi conto che non arriva e punto, e quando poi ti rendi anche conto che non è puoi successo nulla di così grave e forse non hanno così torto a non capire una cippa di quello che provi allora può succedere che ritiri fuori un amico immaginario. Te la fai dare da lui. E pensi che un mondo senza libri sarebbe un gran brutto mondo.

mercoledì 1 dicembre 2010

bucato



il bucato di fine giornata