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venerdì 12 novembre 2010

biscotti (prova)

La veterinaria di Cato è omeopata, eh sì ci sono anche i veterinari che credono nell’omeopatia, io poco. Nell’effetto placebo invece credo, cioè credo è un po’ forte, diciamo che sono abbastanza convinta che esista. Allora dicevo che a volte Cato ha dei problemi di salute, alcuni si arginano con l’omeopatia altri vengono riconosciuti come importanti anche da lei e vengono curati con farmaci tradizionali. Era un periodo che non stava benissimo ma neppure male, Daniele l’ha portato dalla veterinaria ed è tornato con una ricetta. Quando ho saputo che gli aveva dato un prodotto omeopatico ho pensato: bene, non è niente di preoccupante, e la ricetta non l’ho neppure letta. Poi dopo tre giorni stava meglio. Ma guarda te, gli ho detto (a Daniele l’ho detto, non a Cato), ‘sta volta l’egua santa ha funzionato. Lui mi sorrideva e taceva. Allora ho detto quello che voleva sentire, ché dopo anni che si vive insieme lo sapevo benissimo che cosa si aspettava. E lui sorrideva, e taceva. Poi continuava a tacere. Poi, dopo ancora, è andato in cucina, è tornato, mi ha messo in mano il flaconcino e mi ha detto: pochi granuli fanno miracoli. Ho letto. L’egua santa di questa ricetta si chiama: apocynum cannabinum.
Io, se ne avanza di quei granuli, vorrei provare a scioglierli e aggiungerli alla posta frolla. Secondo me vengon fuori dei biscotti buonissimi.

sabato 27 febbraio 2010

ha ragione

Se lascio la borsa per terra Cato ci salta dentro e si mette a dormire lì
Se la prendo, fingendo di non averlo visto, lui si arrabbia e mi graffia

domenica 21 febbraio 2010

un anno dopo

Un anno fa il 21 febbraio era un sabato. Io ero stata fuori tutta la giornata e quando sono tornata c’era un gatto terrorizzato sotto la scaffalatura della dispensa. In dispensa, che è larga come una porta profonda poco più di un metro, ci è rimasto a lungo, ci avevamo messo anche la scodella dell’acqua, una con del cibo e la sua sabbia tanto da lì non si muoveva. E un cuscino, sotto gli scaffali ma lui ci è andato su due giorni dopo.
Oggi Cato è il padrone di casa e questo pomeriggio mi ha anche fulminato con i suoi occhi verdi, chiarissimi, quando ho osato accendere la scopa elettrica e disturbare così il suo riposino sul divano. Ora sta russando, sempre sul divano, e a me a sentirlo vien da ridere.

martedì 8 dicembre 2009

swiffer al contrario

Il gatto del mio fidanzato quando torno a casa per prima viene in ingresso si distende e si mette a guadarmi. Non succede sempre ma, se succede, io posso solo togliermi il cappotto e le scarpe poi lo devo considerare se no si arrabbia e si mette a miagolare che sembra che qualcuno lo stia picchiando, e anche forte. Guai se provo ad andare in bagno o che so a mettermi la tuta. Prima di fare qualsiasi cosa devo accarezzarlo per qualche minuto e io gliela do sempre vinta ché quando è arrivato in questa casa era un tale ravatto di gatto, che chissà che cosa aveva passato. Sono dell’idea che abbia coccole in arretrato che gli spettano di diretto. Gli piacciono coccole strane a ‘sto gatto, ad esempio gli piace se lo impasto, lo prendo proprio a due mani sulla schiena e faccio come se stessi facendo la pasta per la pizza. Poi gli piacciono anche le carezze pelo-contropelo. A un gatto normale se provi a fargli pelo e contropelo non ti ritrovi più la mano, a questo no, questo si mette a fare le fusa. Lui ha il suo metodo per dirti se non basta: se provi a smettere prima che ne abbia abbastanza ti prende a testate le mani e se sei già in piedi le caviglie. Oggi era decisamente coccolopenico, mentre lo impastavo lui si lasciava andare completamente a corpo morto con il risultato che anche se è sette chili di gatto lo spostavo. Sembrava uno straccetto Swiffer al contrario: invece di raccogliere la polvere lui spargeva peli.