giovedì 29 luglio 2010

9-novembre, quasi



oggi c’era un tempo che sembrava di esser a novembre se non fosse stato che c’erano venticinque gradi. Ho preso tanta di quel acqua ma tanta di quel acqua che tornata a casa non mi passava più il freddo. Poi è andato però.

8-scoperte



ci son dei posti che io non so quante volte ci sono già stata eppure mi capita di vedere cose che non avevo mai visto. (è vicino alla chiesa di S Zaccaria, guardando la chiesa sulla sinistra)

Adesso, non da adesso è da un po’, da qualche anno, ma io non ci ero mai stata, adesso se si entra in S Zaccaria si può anche vedere la cripta. Oggi a scendere lì si vedevano le colonne che salivano dall’acqua. Era bellissimo, e poi non c’era nessuno, ero da sola lì sotto)

mercoledì 28 luglio 2010

7-quando si può



Io andando in giro guardo dentro le case degli altri. A me piace moltissimo guardare dentro le finestre, se son porte a finestra poi ancora meglio. È per quello che amo le tende, penso che tutti siamo come me (son egocentrica io, lo so). Mi piace, non ci posso fare niente, cioè sì, posso tenermi ma so che non dura a lungo, io passo e se vedo delle finestre aperte prima o poi ci guardo dentro. Oggi ho visto un uomo che leggeva un libro, era messo in quella che per me è la posizione ideale per leggere: testa su un cuscino appoggiato al bracciolo del divano, sedere a metà divano, gambe sullo schienale. In quella posizione il libro l’appoggi sulle gambe. Si sta comodissimi a leggere messi così. Almeno io sto comodissima, a vederlo sembrava che anche lui ci si trovasse bene. In quella stanza c’eran delle travi di legno scuro al soffitto bellissime e dietro il divano una libreria pieni zeppa di libri, anche per storto, sopra quelli messi bene in fila, quelli messi con la costa perpendicolare allo scaffale. Poi mi sono messa a canticchiare una canzone* dei Numero 6 che dice: mi succede spesso quando vado per le strade di esser /incuriosito da /quello che accade negli appartamenti degli altri, no// rinuncio a sbirciare se /si può. E in tanto mi dicevo: tu no invece.

*Mi succede (Dovessi mai svegliarmi)

martedì 27 luglio 2010

6-caturo



Ho fatto un caturo* e una figuraccia. Insieme, nello stesso momento. Io dovrei stare a casa a studiare altro che andare in vacanza, che sono ignorantissima. E poi non so le lingue e così faccio delle figure che mi fanno diventare rossa. Oggi sono stata alla Libreria Acqua Alta. Non mi ricordavo più dov’era, ci sono arrivata per caso. Comunque dal momento che avevo trovato un quaderno-libro con descritti dei giochi che mi interessava e una cartolina con disegnato un gatto gondoliere che mi faceva piacere spedire a mia nipote sono andata per pagare. Il signore alla cassa, mi dice: nove euro e poi si mette a parlare in francese. Io il francese non lo sopporto, mi si chiude proprio il cervello se sento quella lingua. Lui mi sorride e mi dice: non ha visto il film. Eh no, gli rispondo, e non ho neppure capito che cosa ha detto ché il francese non lo so. Così lui mi ha spigato che, in quel film, lui guardava lei e le diceva: hai degli occhi bellissimi, e lei gli rispondeva: baciami. E poi, poi un bacio castistissimo, di quelli che baci l’aria, glielo dato. Io in certe situazioni non so che cosa fare se non trovare la via più veloce per l’uscita.

(*caturo lo diceva Mario Capitello, un mio amico di Parma. In realtà non si chiama Mario Capitello, ha un nome simile, è che qua la maggior parte dei nomi non son quelli veri, ho iniziato così e ora mi tocca andare avanti. Non so se caturo si usi da quelle parti e se fosse un suo modo di dire però son sicura che me lo ha insegnato lui. Anche perché ci abbiamo scherzato su per un bel po’ sui nostri caturi)

5-fondi



Ho cucinato dei fondi che mi son venuti così bene ma così bene che ero quasi commossa da come mi sono venuti bene. Ero andata a Rialto con l’idea di comprarmi una sogliola ma poi non l’ho presa che metti che non me la pulivano, cosa facevo? a me pulire il pesce non piace, mi fa un po’ schifo. Ho rinunciato alla sogliola mi sono presa una svizzera, di manzo, e per contorno ho pensato che i fondi ci stavano bene così me li sono presi, quattro per la precisione, e anche un cestino di ribes. I ribes li ho mangiati nello yogurt, bianco, che all’inizio si fa fatica, ne poi mettere pochi, devi girare piano ma dopo qualche cucchiaio te li gusti i ribes nello yogurt. Mi sto trattando proprio bene.

lunedì 26 luglio 2010

4-il serpente di Eva


Io non so se è perché son dieci anni che non vengo qua, se era la luce del tramonto di ‘sta sera che tirava su il rosa, se è che ho smesso di vederlo sulle mille lire ma a me il palazzo ducale sembrava più bello del solito oggi. Rimanevo lì a guardarlo, facevo due passi e mi fermavo, lo riguardavo. Non dico che quello di Genova sia brutto ma non c’è storia. Non regge il confronto, secondo me. Poi, aveva già fatto due ponti verso casa, son tornata indietro a riguardarmi il serpente di Eva. Tanto non mi corre dietro nessuno, pensavo, ceno quando voglio.

3-poi tutto come prima

‘sta mattina stavo facendo colazione e i vetri si sono messi a vibrare. Un rumore che metteva quasi paura. Mi sono alzata sono andata in camera, pareva che dovessero cader a pezzi da un momento all’altro, guardo la finestra e non si vedeva più S. Giorgio si vedeva un grattacielo di sette piani che camminava, un grattacielo con un comignolo con su scritto Costa. Orribile. Poi è tornato tutto come prima. Per fortuna.