Io andando in giro guardo dentro le case degli altri. A me piace moltissimo guardare dentro le finestre, se son porte a finestra poi ancora meglio. È per quello che amo le tende, penso che tutti siamo come me (son egocentrica io, lo so). Mi piace, non ci posso fare niente, cioè sì, posso tenermi ma so che non dura a lungo, io passo e se vedo delle finestre aperte prima o poi ci guardo dentro. Oggi ho visto un uomo che leggeva un libro, era messo in quella che per me è la posizione ideale per leggere: testa su un cuscino appoggiato al bracciolo del divano, sedere a metà divano, gambe sullo schienale. In quella posizione il libro l’appoggi sulle gambe. Si sta comodissimi a leggere messi così. Almeno io sto comodissima, a vederlo sembrava che anche lui ci si trovasse bene. In quella stanza c’eran delle travi di legno scuro al soffitto bellissime e dietro il divano una libreria pieni zeppa di libri, anche per storto, sopra quelli messi bene in fila, quelli messi con la costa perpendicolare allo scaffale. Poi mi sono messa a canticchiare una canzone* dei Numero 6 che dice: mi succede spesso quando vado per le strade di esser /incuriosito da /quello che accade negli appartamenti degli altri, no// rinuncio a sbirciare se /si può. E in tanto mi dicevo: tu no invece.
*Mi succede (Dovessi mai svegliarmi)
