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mercoledì 28 luglio 2010

7-quando si può



Io andando in giro guardo dentro le case degli altri. A me piace moltissimo guardare dentro le finestre, se son porte a finestra poi ancora meglio. È per quello che amo le tende, penso che tutti siamo come me (son egocentrica io, lo so). Mi piace, non ci posso fare niente, cioè sì, posso tenermi ma so che non dura a lungo, io passo e se vedo delle finestre aperte prima o poi ci guardo dentro. Oggi ho visto un uomo che leggeva un libro, era messo in quella che per me è la posizione ideale per leggere: testa su un cuscino appoggiato al bracciolo del divano, sedere a metà divano, gambe sullo schienale. In quella posizione il libro l’appoggi sulle gambe. Si sta comodissimi a leggere messi così. Almeno io sto comodissima, a vederlo sembrava che anche lui ci si trovasse bene. In quella stanza c’eran delle travi di legno scuro al soffitto bellissime e dietro il divano una libreria pieni zeppa di libri, anche per storto, sopra quelli messi bene in fila, quelli messi con la costa perpendicolare allo scaffale. Poi mi sono messa a canticchiare una canzone* dei Numero 6 che dice: mi succede spesso quando vado per le strade di esser /incuriosito da /quello che accade negli appartamenti degli altri, no// rinuncio a sbirciare se /si può. E in tanto mi dicevo: tu no invece.

*Mi succede (Dovessi mai svegliarmi)

domenica 2 maggio 2010

Casting

Santo patrono del tempo perso
regalami un film diverso,
un ruolo meglio di questo mio.
mi sento la vittima di un copione:
i dettami della voice over
governano al posto mio qui

mi pento di aver debuttato presto,
di essere entrato nel cast piuttosto
che fare quello che è giusto per me.
mi ascolto giurare che è tutto a posto
che nella mia vita è questo
che ho sempre desiderato,
ma non sono preparato
mi sento mancare il fiato
io non ci credo più ormai.

non sono io a decidere come vivo
non sono io che scrivo
che cosa sarà di me, di noi.
non rientro nel novero di quei ruoli
che chiamano principali
è solo un cameo il mio sai.
ma ho scelto e non posso tornare indietro
un pesce rosso in un vaso di vetro
è più libero di me

mi ascolto giurare che è tutto a posto
che nella mia vita è questo
che ho sempre desiderato,
ma non sono preparato
mi sento mancare il fiato
io non ci credo più
ormai

Mambassa

giovedì 25 marzo 2010

leggo poco e mangio quando capita

Sono stanca. Arrivo alla sera che posso solo buttarmi sul divano, accendere la tele e addormentarmi nell’arco di mezz’ora con una mano su Cato (che arriva appena mi sdraio). Un quadro penoso. Ho analizzato la cosa e sono giunta a queste conclusioni
- un po’ sarà la primavera (e non ci posso fare nulla, di solito la stanchezza da primavera mi dura poco. Speriamo bene)
- un po’ sarà che non sono più giovane (e non ci posso fare nulla, poi questa età non mi dispiace)
- un po’ sarà che c’è una montagna di lavoro da fare e io, se ho tante cose da fare, finisce che salto da una all’altra sfinendomi e concludendo poco. Oggi ho ricevuto il foglietto con i timbri di febbraio: trenta ore di straordinario, e non vanno in busta paga (e posso fare qualcosa, ho deciso di prendermi venerdì di Pasqua e lunedì dopo, quello di Pasquetta, di recupero).
Oggi guardavo i miei due foglietti già firmati dal capo, basta solo consegnarli. La cosa mi ha messo di buon umore e mentre tornavo a casa canticchiavo: voglio trascurarmi un po’/voglio trascurarmi/leggo poco e mangio/quando capita.

giovedì 5 novembre 2009

Marina

Oggi il fisarmonicista che lavora la mattina nel sottopassaggio di Brignole suonava Marina* proprio bene. C’era un sottoritmo allegro, bello pimpante, un pazum pazum che ci stava benissimo. Settimana scorsa e anche quelle prima non c’era. Io quasi quasi spero che anche domani mattina, proprio mentre attraverso il sottopassaggio di Brignole, stia suonando Marina in quella maniera. Mette di buon umore suonata così. Fino a ieri speravo di non passare con Marina, ché nel suo repertorio c’è di meglio, domani spero di risentirla così, come quella di ‘sta mattina. Che se non avessi il carattere che ho io ‘sta mattina, quando ci siamo augurati a vicenda buona giornata e buon lavoro, glielo avrei anche detto che fatta così è proprio bella.

(*Questa Marina: Marina,Marina, Marina/ti voglio al piu’ presto sposar/“Si è vero”/Marina, Marina, Marina/ ti voglio al piu’ presto sposar/“Dico sul serio”/Oh mia bella mora no non mi lasciare/non mi devi rovinare/O no no no no no/Oh mia bella mora no non mi lasciare/non mi devi rovinare/O no no no no no.)

sabato 24 ottobre 2009

niente corpi che cadono

Ieri sono stata alla FNAC a sentire/vedere Bersani che presentava il suo ultimo disco. C’era una marea di gente, alcuni erano lì molto prima e avevano in mano un cartoncino plastificato con un numero. Sarebbero poi diventati i fortunati possessori di un posto a sedere. Io e la mia amica Gab siamo riuscite a intrufolarci tra un corpo e l’altro e a trovare un angolino non troppo distante dal quale si vedeva abbastanza bene (quando una bestia pelata che aveva una funzione simil guardia del corpo non si metteva di mezzo tra noi e lui). Che Bersani è bravo lo sapevo ma è anche più simpatico di quanto pensavo. Sono proprio contenta di esserci andata.
L’acustica alla FNAC di Genova è tremenda ma non ha fatto mezza piega e ha cantato bene anche quando i quattro possessori degli ovetti sonori sembravano essersi messi d’accordo per farlo finire fuori tempo. Poi, mentre andavamo a prenderci un aperitivo (io e Gab, Bersani era rimasto lì a firmare copertine, poi non so che cosa abbia fatto, penso i fatti suoi) mi vi è venuto in mente che quasi quattro anni fa avevo sentito Nori leggere in quel posto e che alla fine aveva detto qualcosa simile a: Si sentono rumori, come di corpi che cadono. E io mi ero meravigliata molto di quella frase. Mi ero così meravigliata che ieri mi è tornata in mente però, secondo me, ieri niente corpi cadenti.

martedì 20 ottobre 2009

Samuele

- Ma quanto è bello l’ultimo lavoro di Bersani?
- Tanto.
- Tanto?
- Tanto, tanto. Ché uno solo è un po’poco.

Manifesto abusivo: Un periodo pieno di sorprese, Pesce d’aprile, Lato proibito, A Bologna, Anche Robinson Crusoe, Ferragosto, Manifesto abusivo, Valzer nello spazio, Ragno, Fuori dal tuo riparo, Il bomboralo (non mi sono confusa, è quella del grande De Andrè), 16:9.