domenica 25 luglio 2010

2-agnello, pesce e patate



‘Sta mattina mi è capitato di parlare di evangelisti con un inglese. Stavo fotografando S. Giovanni e quando mi sono voltata per riprendere la mia strada c’era questo signore dietro di me che stava facendo una foto simile. Ci siamo sorrisi e gli ho detto: anche per me dei tre che si vedono S. Giovanni è il più bello. Lui mi ha risposto in inglese. I nomi degli evangelisti in inglese mi fanno ridere, poi non son mica tanto sicura che abbiamo abbinato giusto. È realmente S. Giovanni quello con l’agnello? Su S. Marco si va sul sicuro ma sugli altri ho dei dubbi.

Questo pomeriggio invece ho incontrato una signora che mi ha raccontato tutta la sua vita. Stavo andando dall’Arsenale a S. Marco ma non passando per la riva, da dentro. Io camminavo guardando in su, lei mi ha tagliato la strada, la strada non proprio, il ponte. Sono riuscita a non urtarla, lei si è scusata, sembrava realmente dispiaciuta, io le ho detto che non doveva, che ero io che camminavo guardando in alto. E bon. Avvenuto l’aggancio mi ha chiesto se ero di Venezia e senza neppure ascoltare la risposta è partita con i racconti. Ogni tanto la perdevo. Non era per il veneziano, con quello a comprensione me la cavo, è che non conoscendola lei dava per scontato delle cose che io non sapevo. Mi diceva che aveva lavorato a casa del papà di Massimo, che era un gran uomo e gran pediatra. Io dopo dieci minuti ho capito che Massimo è Cacciari. Ha avuto una vista molto piena, anche i suoi otto fratelli (fratelli e sorelle per la verità, poi si deve dire fratelli ma son fratelli e sorelle). So anche che suo marito le fa ancora i complimenti quando cucina il pesce con le patate.

sabato 24 luglio 2010

1-sono figlia di mio padre e mia mamma

Io quando arrivo qua sto subito bene. Uscita dalla stazione mi sono cercata un posto all’ombra ho acceso una sigaretta e stavo benissimo, dentro. Poi ho preso l’1, volevo andare verso casa piano, guardando ovunque, sentendo i discorsi delle signore in questa lingua bellissima, quella di mia mamma, mia nonna, quella della mia bisnonna. Volevo sentire urlare il nome delle fermate, vedere i turisti. Quando è apparsa la cupola della Salute ho sorriso sentendo un americano che diceva alla moglie: guarda un’altra chiesa. Io non sono parte di questa città ma non mi sento una turista. Sono un ibrido. Ho guardato mettere e togliere la corda a ogni fermata, movimenti che ho visto fare tante volte e che continuano a piacermi e meravigliarmi.
A casa ho disturbato un gamba lunga che si era fatto la tela vicino al rubinetto del contatore dell’acqua, glielo rotta, mi dispiace. Ho fatto un minimo di spesa, sono stata dal panettiere, dal fruttivendolo, a una Coop piccolissima e da Lele, io so che è lui, lui non mi ha mai vista. Avevo deciso di presentarmi a conto pagato, ma a metà spesa mi ha chiesto: Signora possa farle una domanda? Quando gli detto: Certo lui mi ha chiesto se sono la figlia di mio padre e mia mamma.

giovedì 22 luglio 2010

ufficialmente

sono ufficialmente in vacanza e ho in mano un biglietto del treno anzi due: Treno 662 Genova Piazza Principe - Milano Centrale carrozza 4 posto 85 e Treno 9715 Milano Centrale - Venezia Santa Lucia carrozza carrozza 7 posto 51. Sono in data 24-07.

(per chi passa di qua: non preoccuparti per Cato e Pino, Daniele si prenderà cura di loro per tutta la settimana)

domenica 18 luglio 2010

Pino (2)




domani Daniele chiede a un'amica-collega che abita in campagna se si può prendere cura di Pino, io lo so che la campagna per lui è meglio però 'sta sera quando l'ho preso in mano e lui mi ha annusato le dita con il suo naso umido io... eh. Ecco.

sabato 17 luglio 2010

Pino

Ora siamo in quattro, momentaneamente. Ieri sera tornavo a casa e ho incontrato un ragazzo che aveva trovato un riccio piccino incastrato in un tombino. Ho chiamato Daniele e anche lui era della mia idea. È di là, sembra che sia bene, ha mangiato, bevuto, fatto i suoi bisogni. Ha esplorato la stanza. Verso le quattro non lo trovavo più. Era riuscito a infilarsi nell’armadio, chiuso. È lungo quanto il diametro di un piattino del caffé, gli piacciono le albicocche e il melone. Non so se lo daremo alla protezione animali o se lo porteremo su al Righi noi. È così piccolo che ho paura che faccia una brutta fine ma se rimarrà con noi fino a diventare un po’ più grande poi io so già cosa succede: da qua non va più via. È proprio bello Pino il Porcospino.

mercoledì 14 luglio 2010

immunità innata

Tra la prima e la seconda nocca della mano destra ho, da domenica mattina, una pallina rossa che mi prude (o meglio mi gratta, che sarà anche sbagliato ma secondo me rende il doppio). Penso sia figlia di una puntura di un ragno. Sabato sera sono uscita a mangiar fuori e dal momento che era tanto che non mangiavo polenta e funghi me li sono presi, approfittando del fatto che me li gustavo senza essere stata davanti ai fornelli (e poi a Bergamo la polenta la fanno come si deve). Ora mi guardavo la pallina rossa e grattante e mi immaginavo i monociti che sono la sotto a cercare di fare il loro lavoro, senza grande successo, mi sembra. ‘sta sera li aiuto e ci metto su un po’ di cortisone, mi sa che qua sia meglio non contar troppo sulla l’immunità innata.

lunedì 12 luglio 2010

cartelloni ge (1)



Visto ‘sta mattina alla fermata del 18, 44, 45 (e forse qualche altro autobus) all’inizio di via S Martino, la fermata dopo la farmacia, quella che quando sei lì se vuoi attraversi corso Gastaldie e sei in viale S Benedetto XV.