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domenica 19 dicembre 2010

la piccola artigiana



Quest’oggi ho spostato tutto sul tavolo ma l’altra sera era tutto sul divano. Palline di polistirolo di varie dimensioni, nastri, perline, pezzi di stoffa, campanelli, fili, aghi, spilli, pezzi di fil di ferro, bottoni, pigne, gomitoli di lana, nappine delle tende, forbici, metro, posacenere, sigarette. Il pennello in un ex barattolo della marmelleta e la colla vinilica invece erano per terra. E io non mi ero resa conto di quanto velocemente stesse passando il tempo, poi, verso l’una ho sentito: la piccola artigiana viene a dormire?

martedì 20 aprile 2010

portatori di Y

che cose strane che mi capitano, delle cose incomprensibili. Almeno per me sono incomprensibili, incomprensibili ma belle, parecchio belle.
Oggi sono tornata a casa e ho trovato un mazzo di fiori sul tavolo, così senza motivo. Cioè un motivo c’è, non sono così stupida da non capirlo, ma non è una data particolare, una ricorrenza. È un regalo per la voglia di fare un regalo. È una cosa del tutto inaspettata. Io non so, a volte una persona, una a caso (però in realtà ci starebbe bene un io come persona dell’esempio così la cosa prende un’altra forma e sembra anche meno astratta) si aspetta delle cose, una confidenza, la voglia di fare delle cose insieme, una domanda o una risposta, un consiglio, un aiuto e non arriva niente. Poi invece delle volte. E dato che le sorprese non arrivano quasi mai da sole, sempre oggi, mentre stavo preparando da mangiare e lui metteva giù tavola mi ha detto: senti io non dovrei dirtelo, ché gli ho detto che non te lo dicevo, ma te lo dico lo stesso, ché so che ti fa piacere. Mi ha chiamato tuo fratello che voleva sapere se eri partita e se avevi avuto dei problemi.
Ecco io non capirò mai i portatori di Y, proprio non ci arrivo, non capisco il loro modo di ragionare, di sentire. Però io sono contenta che esistano e che ne esistano di speciali.

domenica 1 novembre 2009

esperimento

Non so, dovrei sperimentare la cosa per poter essere sicura, ma penso che se vedessi un uomo che stende il bucato (in maniera del tutto autonoma) invece di limitarsi a aprire l’oblò della lavatrice mi verrebbero gli occhi umidi e se poi lo vedessi con un ferro da stiro in mano, beh in quel caso penso proprio che mi verrebbe da piangere dalla commozione.

domenica 11 ottobre 2009

piccoli disturbi di comunicazione

Latte: Sai che ieri non sono riuscita a trovare una scatola di cartone per fare il pacco regalo del poncho che ho fatto per mia mamma? È strano come certe cose si trovino ovunque sotto Natale e se ne hai bisogno in un altro periodo dell’anno siano più o meno introvabili. Eppure i regali uno li fa anche in altre occasioni.
Daniele: Ma ti è proprio necessaria?
Latte: .__. ? Necessaria? Necessarie poche cose. Respirare per esempio.
Daniele: No, volevo dire che basta che tu usi della carta.
Latte: Eh già.
(‘sta mattina a colazione)