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mercoledì 25 novembre 2009

diverso

‘sta sera, che poi in realtà non era sera ma tardo pomeriggio, sull’autobus c’era una mamma che spiegava a suo figlio che diverso non è sinonimo né di meglio né di peggio. Lo faceva in un modo che mi piaceva molto e suo figlio, io dal mio posto lo potevo vedere bene, la guardava e la ascoltava con attenzione. Sono scesi quasi subito. La mamma l’ha preso in braccio per farlo arrivare a schiacciare il campanello per la prenotazione della fermata e la cosa è piaciuta molto al bambino. Non so come, e se, il discorso è andato avanti. A volte sull’autobus si sentono delle cose molto interessanti a voler star ad ascoltare. Poi mi è tornato in mente un libro di quelli cartonati con i disegni stilizzati e pochissimo testo che ho letto tre anni fa quando cercavo dei libri per mia nipote che all’epoca aveva più o meno l’età di quel bambino. La storia raccontava di una pecora nera in un gregge di pecore bianche e le pecore bianche la prendevano in giro perché era nera. Il pastore arrivava e le tosava. A quel punto le pecore bianche non riconoscevano più la pecora nera e non la prendevano più in giro. Fine della storia. Mi ricordo benissimo il mio stupore. (Bisognerebbe sempre leggere i libri che si regalano e quelli per bambini con il doppio dell’attenzione)