giovedì 30 giugno 2011

è saltato fuori

Oggi sono passata a prendere i tre libri che avevo ordinato e ora, cioè non ora pochi minuti fa, ho letto le tre quarte, due volte, cercando di decidere quale inizierò per primo. Poi (unendo pezzi delle tre quarte) è saltato fuori:

Non può sudare, togliersi la calzamaglia di lana ruvida neanche di notte. Il malato ha un carattere difficile, odia tutti e non sopporta nessuno. E la tragedia si intreccia continuamente con il comico.

Uno scrittore pieno di cose da raccontare.

come da una finestra

Oggi ho ricevuto un messaggino da un numero sconosciuto. L’ho letto e c’era scritto: Il suo “gufetto” è pronto. Negozio cornici via san vincenzo.
Domani passo a prenderlo, sono curiosa di vedere com’è venuto. Abbiamo (la corniciaia e io) scelto una cornice un po’ alta di legno scuro. Volevamo fare un effetto finestra, come se si vedessero il gufo e la luna da una finestra.

martedì 28 giugno 2011

realmente 180

Ma guarda che è realmente così, di qualsiasi cosa le parli lei riesce a dirti qualcosa in più. Ha realmente una conoscenza a centottanta gradi.

(sentita oggi in autobus)

lunedì 27 giugno 2011

sul non controllo

Stavo camminando per i viali dell’ospedale pensando ai fatti miei e fumandomi una sigaretta, dovevo portare i tagliandi dei biglietti aerei all’ufficio missioni per avere il rimborso nella prossima busta paga, quando un papà con un bambino di circa tre anni in braccio mi è venuto incontro. Non trova un reparto pensavo e invece mi ha chiesto se avevo una sigaretta da offrirgli. Gliel’ho data ma mi è venuto da guardarmi in giro per vedere se qualcuno mi vedeva. Lui mi ha sorriso, sembrava meravigliato, e così mi è scappato: se mi vedono mi fanno il culo, qua vogliono fare divieto di fumo in tutto l’ospedale, spazio esterno incluso. Grazie, lei simpatica, mi ha risposto. E gli veniva da ridere, si vedeva benissimo che gli veniva da ridere. E così veniva da ridere anche a me, di riflesso. Ci siamo augurati buona giornata, poi ho aggiunto: facciamo che l’accende quando non ha suo figlio in braccio. Facciamo di sì, mi ha detto sempre sorridendo.
Ogni tanto non controllo bene quello che dico, mi scappa quello che penso, e poi me ne vergogno tantissimo. Meno male che andavamo in due direzioni differenti.

borse e sangue - maiali e muri

La conclusione di Pesie è che non si può fare una borsa di seta con l’orecchio di un maiale.
(Che fortuna essere orfano Sholem Aleichem pag.40)

Secondo me è molto più bello di: non si cava il sangue dalle rape, che poi io non dico dalle rape ma dai muri. La maggior parte delle persone che conosco dice dalle rape, io ero abituata a sentire dai muri. Dico dai muri.

domenica 26 giugno 2011

sulle urgenze

Qua c’è poco da girarci intorno, bisogna solo rassegnarsi all’evidenza: se si leggere per più di tre ore consecutive arriva il mal di testa. Lo stesso capita a stare troppo davanti al computer. C’è poco da non puntare la lampadina sulla pagina, c’è poco da abbassare l’illuminazione. C’è niente da fare. L’astigmatismo è peggiorato e ho idea che si sia aggiunto qualche altra cosa. Altro che: signora si sforzi che poi l’occhio s’impigrisce. Urge un contatto ravvicinato con un oculista. Punto.
(comunque, mal di testa a parte, Mama Tandoori mi è piaciuto)

sabato 25 giugno 2011

la casa di Pippo



Ultimamente ho trascurato un po’ la casa (si può leggere tranquillamente era un casino tremendo) e così un po’ ieri e un po’ oggi ho iniziato a mettere a posto e a pulire (per dare l’idea la valigia era in sala aperta con ancora metà della roba dentro da domenica sera). Non è ancora tutto a posto ma pian piano finirò. Per oggi basta, mi sono stufata, ‘sto pomeriggio faccio dell’altro e poi voglio anche andare a cercare la cornice per il mio gufo. Io quando c’è casino o quando ci sono le cose rotte o le lampadine fulminate da giorni dico: Eh, sembra la casa di Pippo sarebbe il caso di fare qualcosa. Lo dico a me stessa ma lo dico anche a Daniele che alcune cose sono strettamente sotto la sua giurisdizione. E oggi mentre facevo giù la polvere mi è tornato in mente un fumetto. In quel fumetto lì c’era Minnie (a me Minnie e anche Topolino stavano antipatici mentre Pippo stava molto simpatico) che faceva una sorpresa a Pippo e gli puliva casa. Quando lui tornava e si accorgeva di quello che era successo correva in camera e guardava il comodino disperato. I numeri di telefono erano scritti nella polvere, li aveva persi tutti.