‘Sta sera tornando a casa mi sono domandata: quando uno dice quella persona mi piace a pelle o non la sopporto anche se non mi ha mai fatto niente di male, che cos’è che l’ha spinto a farsi un’idea di un estraneo? Dal momento che mi è difficile ragionare, figuriamoci ragionare in astratto, ho provato a pensare a quello che succede a me. Può sembrare che io alla fine pensi solo a me, che sia egocentrica. Forse. È probabile. Molto probabile basta guardare le etichette qua a sinistra: l’etichetta più presente è io. C’è da vergognarsi. Dovrei riaprire tutti i post e togliere io dalle etichette. Magari una sera lo faccio. Ma il punto in realtà è che mi è già difficile pensare con la mia testa figuriamoci con la testa di qualcun altro. Non mi ci metto proprio, è fuori dalle mie capacità. Ecco questo, cioé quello che ho scritto all’inizio prima di aprire la parentesi sul mio egoismo, era il punto di partenza del mio ragionamento e poi passin passetto sono arrivata fino al portone di casa e mi sono resa conto che per me è molto importante come uno ride, mangia e applaude. Sono tre cose che mi aiutano molto a farmi un’idea di chi ho davanti. Come uno ride la più importante. Una persona che ride con gli occhi e solo a volte con la bocca, per come son fatta io, è una persona che mi vien subito voglia di conoscerla.