sabato 14 giugno 2014

peccato


Oggi ho usato un sacchetto per mettere via una giacca, di quelli con la cerniera e il buchino per far uscire il gancio dell’attaccapanni, quelle cose da casalinghe organizzate che ogni tanto mi compro sperando di riuscire a fare ordine. Sul foglio dell’involucro che conteneva il sacchetto c’era scritto Voilà! Poi in piccolo c’era scritto anche Dedicato all’Armadio (proprio con armadio con la a maiuscola) e di lato Casotto. E così mi è venuto in mente che mia mamma, quando ero piccola e non mettevo in ordine i miei giochi mi diceva E cos’è ‘sto casotto. E mi veniva da ridere a pensare che tra le possibili soluzioni avevo scelto proprio un sacchetto che aveva scritto Casotto. Dopo però ho guardato meglio, c’era scritto Cosatto. Peccato, Casotto era più bello.

silenzioso come un gatto


Ieri ero lì che camminavo per i viali dell’ospedale, tornavo dal bar, pensavo a delle cose e ho sentito un clacson. Mi sono spaventata, ho fatto un salto e ho rischiato la storta, per fortuna è difficile prendere storte con ai piedi gli zoccoli bianchi dell’ospedale. Era l’autobus interno dell’ospedale. È piccolo, un autobussino, ci stanno su due, al massimo tre, presone, è elettrico e si aggira senza far rumore. Molto pericoloso secondo me, anche perché in molti punti non ci sono zone per i pedoni e sei costretta a camminare in mezzo al vialetto. L’ho fatto passare mettendomi tra due pitosfori e poi mi dicevo Più silenzioso di un gatto ‘sto autobussino. A casa la sera ero sul divano, Emir è saltato su, Sei un gatto silenzioso che non spaventa chi vive con te, gli ho detto, molto più gentile degli autobussini che girano dove vado a lavorare. 

mercoledì 11 giugno 2014

altri segni


La scuole sono finite e la mattina sull’autobus si vedono mamme, nonne, bambini, ombrelloni e seggioline pieghevoli da mare. Oggi al ritorno c’erano un gruppo di ragazzi con un pallone da pallavolo e un venditore di teli mare, tornavamo verso Brignole tutti. Eravamo tutti stanchi. Mi sembravano stanchezze diverse però. 

martedì 10 giugno 2014

e allora

Io oggi ero arrivata a un punto che proprio non ce la facevo più, o passavo dalla parte del torto e dicevo che cosa pensavo senza troppi giri di parole o me ne andavo. E allora, quando quello che dovevo fare era fatto, dopo aver visto che ero già ampiamente in straordinario, ho detto Devo andare che ho un impegno e me ne sono andata. Non avevo impegni in realtà, potevo benissimo star lì ancora, ma se uno ha gigionato per tutta la giornata allora non è così scontato che avendo finito il mio io gli venga incontro. Io posso anche decidere che me ne vado e che se ne riparla domani. E allora me ne sono andata, scesa dall’autobus i negozi erano ancora aperti e, dal momento che avevo un bell’attacco di fame isterica, mi sono presa un pezzetto di pizza. A casa mi sono cacciata in vasca e adesso va meglio, molto meglio. Secondo me se mi prendo anche la birra che è in frigo e me la stappo starò ancora meglio.


lunedì 9 giugno 2014

l’utilità della mela


A Aglio piace molto dormire sulla tastiera del mio portatile. Non sul computer chiuso, proprio sulla tastiera, specie se l’ho acceso da un po’ perché così è caldo. È un gatto che ama il caldo, si mette al sole e poi quando ritorna a casa ad accarezzarlo si sente che è caldo, che il suo pelo nero ha catturato il sole. A Emir invece il caldo non piace, lui sul terrazzo ci va quando non ci batte il sole e se ci va che c’è il sole cerca l’ombra tra i vasi. Ma quello che volevo dire era che a Aglio piace distendersi sulla tastiera e che qualche giorno fa si è stiracchiato dopo la dormitina sulla tastiera e gli è rimasta incastrata un unghia dove c’è il 2 e adesso ho un 2 tutto scivertato e non riesco a sistemarlo. Adesso si fa fatica ad usarlo. Sia il 2 che le virgolette, son lo stesso tasto, solo che io le virgolette non le uso ma il 2 lo uso molto spesso e sabato, stufa di vedere che metà dei 2 che pensavo di aver scritto non erano stati scritti ho messo il 2 in memoria. Un bel mela C e poi via di mela V. Non è comodissimo, ma è sempre meglio che perdere dei 2 quando quello che si sta facendo è pienissimo di 2.