martedì 31 maggio 2011

sui contagi

‘Sta sera sull’autobus una ragazza mi ha chiesto che libro stavo leggevo. Le ho risposto e le ho mostrato il libro. Era una ragazza molto bella, aveva un accento veneto leggero e un trolley pesante. Avrà avuto poco più di vent’anni. Appena ha avuto il libro in mano ha esclamato: lo sapevo che era un Dalla Venezia. Era la copertina che aveva attirato la sua attenzione, voleva sapere chi era l’autore che aveva scelto un’opera di David Della Venezia per la copertina del suo libro. Era contentissima di vedere quell’immagine, le sorridevano gli occhi, si vedeva proprio la sua felicità. Quando siamo arrivate a Brignole siamo scese tutte e due e ci siamo augurate buona serata.
Io lo so che non mi è successo niente di strano, ma a me a ripensare a quegli occhi felici che si guardavano la copertina vien su della felicità, come se mi avesse in qualche modo contagiata. Sarà anche solo una piccola felicità riflessa ma sempre felicità è.

lunedì 30 maggio 2011

avviso di giacenza

Giovedì ho trovato nella cassetta delle lettere un avviso delle poste italiane. Avviso di giacenza c’è scritto in grande. E poi più piccolo c’è scritto che potevo ritirarlo dalle 10.30 di venerdì. Solo che venerdì non potevo, sabato c’era da pulire casa e preparare la cena che venivano i genitori e la sorella di Daniele da noi, oggi va tu a trovare un buco di tempo per passare in posta e così è ancora lì che giace. A me un po’ dispiace che sia lì a giacere, speriamo stia comodo. Speriamo sia in buona compagnia, magari conosce qualcuno e sta più felice lì che a casa. Va tu a sapere che cosa passa per la testa di un libro, già difficile con gli umani figuriamoci se si può capire un libro. Chissà perché non me l’hanno lasciato sopra la cassetta delle lettere. Le poche volte che ho ordinato libri li ho sempre trovati lì. Ora che ci penso mi era già successo una volta, ma era una rivista non un libro. A me non piace ordinare libri su internet, anche se sono sicura di leggerli, anche se non c’è bisogno della pagina a caso, a me piace prenderli in mano, e mi piace molto anche avere una scusa per entrare in libreria. Però a volte non si può fare diversamente. Si può provare ma se in tre posti diversi ti dicono che non riescono a procurartelo, poi ci si rassegna e ci si attacca a internet.

sabato 28 maggio 2011

piantar giù




Le piante grasse sono tutte sul tavolo del terrazzo e in casa ci sono posti nuovi da usare per piantar giù una dormita.

venerdì 27 maggio 2011

sono uscita contenta

Di solito si alternano e non si sa chi è di turno. C’è il capo, in realtà è una capa, la conosco da tanti anni e se lei non c’è io sono contenta. Tre anni fa abbiamo litigato, mica è bello litigare con un medico che poi o cambi medico o le volte dopo devi anche far finta che non sia successo nulla, aspettare delle scuse? hai voglia di aspettare, faccio prima a diventare nonna, e io non ho figli. C’è un’altra dottoressa, che conosco da meno tempo, ma che già lavorava con la capa quando sono diventata una loro paziente (e mettendo tutto insieme, per me, è la migliore) e poi, da poco, c’è il dottorino (il diminutivo è solo per l’età). Chissà chi ci sarà oggi in ambulatorio, mi chiedevo ‘sta mattina. Poi mi è venuto in mente che mi avevano detto che la dottoressa, la preferita del trio, aveva vinto un concorso, era entrata in ruolo in un altro ospedale. Lei non poteva esserci. Oggi ho conosciuto il nuovo del trio. Speriamo che lavorando là non lo rovinino. È un medico umano. Uno che fa cose incredibili. Cose incredibili come chiedere: la signora Latte ai Gomiti è già arrivata? e poi mentre io mi alzavo venirmi incontro per dire che gli dispiaceva ma era in ritardo con le visite e adesso visitava un altro ma poi mi chiamava. Cose incredibili come salutare, presentarsi, dare la mano. Cose incredibili come leggersi la cartella, attentamente perché non mi aveva mai vista, e fare domande, e ascoltare le risposte, proprio ascoltare, guardandomi, non ascoltare facendo dell’altro, trascrivendo i risultati delle ultime analisi per esempio, no no guardandomi, e attento anche. Anche la visita è stata di quelle che poi esci contenta, che ti sembra di aver fatto qualcosa che abbia del sentimento e non di essere andata lì solamente per consegnare le analisi e prendere i foglietti del giro dopo. Proprio una visita che è una visita. E sembrava che gli interessasse realmente come sto, nell’insieme. E gli interessasse sapere se, per me, andava bene lasciare il controllo a dieci mesi perché secondo lui l’avevano spostato a dieci mesi troppo presto e tornare a farli più vicini non si poteva, sembrava una punizione, ma più di dieci mesi gli sembrava troppo in là. Sono uscita contenta. Lunedì vado a fare le prenotazioni che ‘sta mattina c’era una coda lunghissima e se la facevo non arrivavo più al lavoro. Il controllo dei nei appena si può, dal momento che ‘sta volta non l’avevano messo e uno all'anno è meglio, il resto a marzo.

giovedì 26 maggio 2011

GNU4et


Quest’oggi me ne sono andata via dal lavoro presto. E insomma, presto tanto per dire, erano quasi nove ora che ero là dentro, comunque per riuscire a finire quello che volevo fare sarei dovuta rimanere ancora ma, con un colpo di reni inaspettato, ho chiuso baracca e burattini e me ne sono andata alla Feltrinelli a sentire la presentazione dell’ultimo CD degli Gnu Quartet. Molto contenta della mia scelta. Non paga invece che lavorare dopo cena e recuperare (e qua il mio essere lombarda si vedo proprio ben bene) ‘sta sera me lo sono ascoltato due volte. Molto contenta della mia decisione. E ora, se a qualcuno vien voglia di provare a sentirli metto anche due link per rendere la cosa facile, senza star lì a cercarli, Una Giornata Uggiosa e Carta o Contanti? (che a me piace molto)
Buon ascolto (se volete)

mercoledì 25 maggio 2011

un appello

È arrivato il caldo e viaggiare in autobus diventa più difficile. La sera uno lo può anche capire, io lo posso anche capire, magari è dalla mattina che si è in giro, magari sono stati tutto il giorno al mare, han sudato. Eh, succede. È poco piacevole, si abbassa il finestrino e ce ne si fa una ragione. Ma la mattina? Come è possibile alle otto e mezza della mattina? Da quanto ti sei alzato? Un’ora? Due al massimo. Ecco, dopo due ore, due ore a voler star larghi, è impossibile. Dai ammettilo, ti sei alzato e bello caldo di letto ti sei vestito, con ancora il segno del cuscino sulla guancia ti sei catapultato fuori casa. A me ‘sta mattina, sarà che ero un po’ nervosa di mio, senza motivo, mi sarò alzata mettendo giù il piede sbagliato, pensavo, ma a me 'sta mattina veniva voglia di fare un appello alle mamme. L’appello diceva: Per favore insegnate ai vostri figli a lavarsi, tutti i giorni. Non una cosa tanto difficile, a volte ci vuol pazienza ma poi chi incontrerà i vostri figli vi sarà molto grato.

martedì 24 maggio 2011

ai dodici oli essenziali


‘Sta mattina stavo estraendo del DNA da due campioni quando la mia amica C. si è avvicinata al bancone con aria furbetta (quella che tanto mi piace e che spesso le fanno andar via) e mi ha detto: se ti parlo ti distraggo? No, le ho risposto, sto aspettando che finisca l’incubazione. E lei mi ha detto: mostrami i polsi. E poi, velocissima, ci ha passato un roller e ho sentito un odore forte, un odore che ricordava quello della canfora. Non contenta l’ha rollato anche sulle mie tempie e sul collo, dove passano le carotidi. E rideva, ah se sa la rideva a vedere la mia faccia piena zeppa di punti di domanda. Poi mi ha spiegato. È un roller ai 12 oli essenziali (io ribadisco ma là dentro c’è della canfora) che dovrebbe aiutare a rilassarsi. Si chiama SOS stress. Poi me lo ha lasciato sulla scrivania, così potevo rinfrescare l’effetto il pomeriggio, quando mi mettevo a rileggere gli articoli che dovrei sapere benissimo ma che, conoscendomi, è il caso rilegga per benino prima di andarmene in giro per il mondo a fare delle figure poco piacevoli.
Non so, ma a me sembra che funzioni. Immersa in quell’odore ci si concentra su quello, su quella puzza, e a tutto quello che devi fare, fonte di stress, ci si pensa molto meno. Lo stress lo abbassa, la fonte di stress resta. Mi sembra già qualcosa, non si possono pretendere dei miracoli da un roller.