Adesso,
cioè non adesso adesso, adesso come da poco, la Scala del Bovolo si può
visitare. E arrivare su e vedere quella distesa di coppi è una cosa che son
molto contenta di aver fatto. Anche se io soffro di vertigini, anche se
arrivata su sono stata schiena al muro a riprendermi. Perché Venezia vista da
lì toglie il fiato. Poi quando mi son ripresa e non mi girava più la testa,
sempre evitando di avvicinarmi al parapetto, mi son messa a giocare con una
signora belga che parla benissimo l’italiano e vedere se riconoscevamo le
chiese dai campanili, che San Marco è facile le altre un po’ meno.
mercoledì 31 agosto 2016
martedì 30 agosto 2016
una domanda
Oggi
una signora mi ha detto Where is San Marco Polo square? Così senza salutare,
senza dire scusi, senza niente. Di getto. E la prima cosa che ho pensato è
stata Ma l’han fatto santo? Poi le chiesto se cercava piazza San Marco o campo San
Polo, lei mi ha risposto quella grande famosa (il tutto in quella lingua lì che
sembrano dei gatti che miagolano in maniera triste). Allora io che ho dei forti
problemi a rapportarmi educatamente con certa gente le ho dato delle
indicazioni molto poco chiare per arrivarci. Chissà se ci è arrivata poi.
domenica 28 agosto 2016
cose interessanti
A
guardar nei canali dopo che è passato un barcone si posson vedere delle cose
molto interessanti. Interessanti per il mio gusto. E quello che la foto non
potrà mai rendere era che quella cosa si muoveva continuando a cambiare forma,
come se si staccassero delle gocce di colore e poi si ritrovassero in un punto
diverso cambiando il disegno. E poi bon, tutto scomparso, tutto come prima,
tornato il riflesso del palazzo, che era bello ma era un’altra cosa.
mercoledì 13 luglio 2016
palustre
L’anno
scorso al mercato ho comprato un Ibiscus palustre e dal nome dovevo capirlo che
avrei dovuto bagnarlo spesso invece non l’avevo capito e così è morto. Bisognerebbe
che prestassi più attenzione alle parole ché i nomi non son dati a babbo. O meglio, io
pensavo che fosse morto perché tagliando i rami vedevo tutto secco. Poi non
l’ho buttato, son pigra cronica, e si è fatto l’inverno sul terrazzo senza che
io lo innaffiassi. Questa primavera ho visto che spuntavano, vicino ai pezzi
morti, delle cose verdi. Chissà cosa mi hanno portato gli uccelli e il vento
questa volta mi dicevo. Invece era lui, l’Ibiscus palustre. E l’altro giorno mi
ha regalato 2 fiori grandissimi e molto belli che però son rimasti aperti solo
un giorno, poi si sono accartocciati come fanno i fiori dell’Ibiscus normale,
quello non palustre e adesso son lì attaccati ma accartocciati. Peccato. Questa
sera ho visto altri bocci un po’ aperti, si intravede il bianco del fiore e
secondo me tra pochi giorni avrò altre frittelle bianche con un cerchio rosso dentro.
Che bello.
martedì 5 luglio 2016
chissà
Io
a volte, molto spesso, penso che la vita che sto vivendo, quella che a pensarci
su bene è fatta anche da moltissime cose che ho scelto io, non va mica bene per
me. Riuscire a cambiare qualcosa, anche cose piccole piccole, però è
difficilissimo. Bisognerebbe esser più bravi di quello che son io per riuscire
a farlo mi dico quando mi accorgo che non sto facendo progressi. Però poi
continuo a provarci. Non ci sto riuscendo ma continuo a provare. Una fatica
tremenda ma io mi son messa in testa che ci sono delle cose che si possono
cambiare e insisto. Chissà se ci riuscirò.
sabato 2 aprile 2016
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