Oggi ho fatto
fatica a capire il filo logico, o meglio, oggi mi sembrava che in quel discorso
ci fossero come dei salti. Di solito non ne vedo, di solito non faccio fatica a
seguirlo. Spesso mi capita di non condividere tutto quello che dice, ma che ci
sia una logica lo vedo. Boh, magari ero distratta o magari questo discorso gli
è venuto giù meno bene del solito.
domenica 16 marzo 2014
sabato 15 marzo 2014
a me
A me piacerebbe
sapere com’è possibile che sia lunedì sera e poi, dopo un attimo, sia sabato
mattina.
lunedì 10 marzo 2014
è arrivata la primavera
È arrivata la
primavera e nel giardinetto che c’è dietro il padiglione dove lavoro sono
fiorite le violette. Ieri e oggi ho messo una giacca che è un mezzo
impermeabile e questa sera guardando il piumino gli ho detto Sai che quasi
quasi ti lavo? anche se sei consumatissimo sulla spalla che di solito regge la
borsa, anche se hai delle bruciature di sigaretta qua e là, io e te potremmo passare
insieme anche il prossimo inverno.
sabato 8 marzo 2014
succede
Oggi dal
fruttivendolo spendevo tredici euro e venti, ho dato quindici e il
fruttivendolo mi ha chiesto se per caso avevo venti centesimi. Ho controllato e ho
scoperto che avevo tre euro e venti di moneta. Glieli ho dati e mi son sentita
dire Pensavo che avevo meno moneta. E appena mi sono sentita, saran passati
cinque secondi a dir tanto, ho esclamato Povero italiano. E il fruttivendolo mi
ha sorriso. Poi, quando mi sono voltata per uscire che volevo uscire prestissimo
perché lo sentivo che ero diventata rossa, ho incrociato lo sguardo di un
ragazzo che mi ha detto Succede.
giovedì 6 marzo 2014
registro
Se per quasi
tutta la giornata, e per tanti giorni consecutivi, si sente la propria voce che
dice È ora di cambiar registro, mentre gli altri non sentono nulla, secondo me,
non è tanto un bel segno. Per ora andiamo avanti e vediamo che succede. Adesso
che ci penso quando ero piccola ogni tanto ce lo diceva mio papà Adesso
cambiate registro! Ecco quello, son sicura, me lo ricordo bene, quello non era
un bel segno.
mercoledì 5 marzo 2014
oggi barcollano
Io sarei per la piena libertà degli individui, ma piena piena.
Solo che poi mi scontro con il menefreghismo, l’egoismo, la mentalità del tanto
se non lo faccio io lo fa un altro e allora le mie convinzioni barcollano.
Parecchio. Oggi, ad esempio, c’è stato un piccolo terremoto nelle mie
convinzioni. C’è stato anche un attacco piccino di colite. E adesso, dopo cena,
riacquistata un po’ di calma, non so come venirne fuori dal mio barcollamento.
E mi vien da pensare che se uno sceglie, o si trova a fare, un lavoro che non
può fare per i fatti suoi, se per forza ha a che fare con altri, se ci sono
persone che lavorano con te e capi, se si deve per forza essere all’interno di
una struttura come si fa? Si fa che le persone dovrebbero, tutte, fare il loro
lavoro, ma dovrebbero farlo spontaneamente. È lì il casino, nello
spontaneamente, nel senza che nessuno ti obblighi, nel senza che nessuno ti
punisca se non lo fai. (Poi però mi dico che è meglio che la pianti lì di
provare a far ragionamenti che non son capace, e che mi metta a fare
dell’altro. Potrei leggere mi dico e mi vien da ridere perché il libro che mi
sta facendo compagnia da due giorni si intitola La scuola degli egoisti.)
lunedì 3 marzo 2014
con un gesto rapido
Qualche giorno fa
ho letto “Questo sono io, hai detto poggiando un pezzo di pane sulla foglia.
Quando hai chiesto a tua madre se voleva partire anche lei insieme a te, c’è
stato un momento d’imbarazzo – tua madre è arrossita, si è coperta la guancia con la mano, e non ha guardato tuo
padre. Dal deserto è arrivato un soffio, ha staccato una foglia e l’ha
accompagnata in acqua. È scivolata giù ed è sparita oltre la curva. Tu ne hai
presa una di quelle scartate da tuo padre e l’hai data a tua madre. Tieni, hai
detto. Ci hai messo sopra un pezzo di pane – Questa sei tu - e lei l’ha
sistemato con la punta delle dita. Ti sei avvicinato al ruscello, e lei ti ha
aiutato a mettere in acqua la tua barca. L’avete guardata salpare. E tu non
vieni?, hai chiesto. Con un gesto rapido tua madre ha preso il pane dalla sua
foglia, se l’è messo in bocca e ha iniziato a masticare. Io – ha detto piano –,
io non ce la faccio. *” E quella era la
fine di un racconto che mi era piaciuto e subito dopo, in quello spazio che si
forma tra la fine di un racconto e l’inizio del racconto dopo, mi è venuto da
pensare Ah, ecco, e io che pensavo che fosse altro a farmi prender peso e invece
no, potrebbe benissimo essere che continuo a mangiare pezzetti di pane.
*La vita non è
in ordine alfabetico – Andrea Bajani - pag.62
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