sabato 15 marzo 2014

a me


A me piacerebbe sapere com’è possibile che sia lunedì sera e poi, dopo un attimo, sia sabato mattina. 

lunedì 10 marzo 2014

è arrivata la primavera


È arrivata la primavera e nel giardinetto che c’è dietro il padiglione dove lavoro sono fiorite le violette. Ieri e oggi ho messo una giacca che è un mezzo impermeabile e questa sera guardando il piumino gli ho detto Sai che quasi quasi ti lavo? anche se sei consumatissimo sulla spalla che di solito regge la borsa, anche se hai delle bruciature di sigaretta qua e là, io e te potremmo passare insieme anche il prossimo inverno. 

sabato 8 marzo 2014

succede


Oggi dal fruttivendolo spendevo tredici euro e venti, ho dato quindici e il fruttivendolo mi ha chiesto se per caso avevo venti centesimi. Ho controllato e ho scoperto che avevo tre euro e venti di moneta. Glieli ho dati e mi son sentita dire Pensavo che avevo meno moneta. E appena mi sono sentita, saran passati cinque secondi a dir tanto, ho esclamato Povero italiano. E il fruttivendolo mi ha sorriso. Poi, quando mi sono voltata per uscire che volevo uscire prestissimo perché lo sentivo che ero diventata rossa, ho incrociato lo sguardo di un ragazzo che mi ha detto Succede.

giovedì 6 marzo 2014

registro


Se per quasi tutta la giornata, e per tanti giorni consecutivi, si sente la propria voce che dice È ora di cambiar registro, mentre gli altri non sentono nulla, secondo me, non è tanto un bel segno. Per ora andiamo avanti e vediamo che succede. Adesso che ci penso quando ero piccola ogni tanto ce lo diceva mio papà Adesso cambiate registro! Ecco quello, son sicura, me lo ricordo bene, quello non era un bel segno.

mercoledì 5 marzo 2014

oggi barcollano


Io sarei per la piena libertà degli individui, ma piena piena. Solo che poi mi scontro con il menefreghismo, l’egoismo, la mentalità del tanto se non lo faccio io lo fa un altro e allora le mie convinzioni barcollano. Parecchio. Oggi, ad esempio, c’è stato un piccolo terremoto nelle mie convinzioni. C’è stato anche un attacco piccino di colite. E adesso, dopo cena, riacquistata un po’ di calma, non so come venirne fuori dal mio barcollamento. E mi vien da pensare che se uno sceglie, o si trova a fare, un lavoro che non può fare per i fatti suoi, se per forza ha a che fare con altri, se ci sono persone che lavorano con te e capi, se si deve per forza essere all’interno di una struttura come si fa? Si fa che le persone dovrebbero, tutte, fare il loro lavoro, ma dovrebbero farlo spontaneamente. È lì il casino, nello spontaneamente, nel senza che nessuno ti obblighi, nel senza che nessuno ti punisca se non lo fai. (Poi però mi dico che è meglio che la pianti lì di provare a far ragionamenti che non son capace, e che mi metta a fare dell’altro. Potrei leggere mi dico e mi vien da ridere perché il libro che mi sta facendo compagnia da due giorni si intitola La scuola degli egoisti.)

lunedì 3 marzo 2014

con un gesto rapido


Qualche giorno fa ho letto “Questo sono io, hai detto poggiando un pezzo di pane sulla foglia. Quando hai chiesto a tua madre se voleva partire anche lei insieme a te, c’è stato un momento d’imbarazzo – tua madre è arrossita, si è coperta la guancia con la mano, e non ha guardato tuo padre. Dal deserto è arrivato un soffio, ha staccato una foglia e l’ha accompagnata in acqua. È scivolata giù ed è sparita oltre la curva. Tu ne hai presa una di quelle scartate da tuo padre e l’hai data a tua madre. Tieni, hai detto. Ci hai messo sopra un pezzo di pane – Questa sei tu - e lei l’ha sistemato con la punta delle dita. Ti sei avvicinato al ruscello, e lei ti ha aiutato a mettere in acqua la tua barca. L’avete guardata salpare. E tu non vieni?, hai chiesto. Con un gesto rapido tua madre ha preso il pane dalla sua foglia, se l’è messo in bocca e ha iniziato a masticare. Io – ha detto piano –, io non ce la faccio. *”  E quella era la fine di un racconto che mi era piaciuto e subito dopo, in quello spazio che si forma tra la fine di un racconto e l’inizio del racconto dopo, mi è venuto da pensare Ah, ecco, e io che pensavo che fosse altro a farmi prender peso e invece no, potrebbe benissimo essere che continuo a mangiare pezzetti di pane.

*La vita non è in ordine alfabetico – Andrea Bajani - pag.62

domenica 16 febbraio 2014

protocollo nuovo


Ho messo a punto un protocollo che sembra funzionare. Quando voglio farmi la carne ai ferri, per non avere tra i piedi due essere pelosi che miagolano mentre cucino e che provano a fregarmela mentre la mangio, poco prima, do loro la loro bustina preferita: straccetti di non so più che pesce. Aspetto che la mangino tutta e poi parto. Oggi ho fatto così e devo dire che la mia tagliata di manzo me la son mangiata con (una dose media di) tranquillità. Che soddisfazione.
(lo so, non è un protocollo geniale, ci potevo arrivare prima,  ma la soddisfazione è grande lo stesso)