giovedì 17 ottobre 2013

una decisione


C’è un gatto che mi osserva, fa le fusa e sembra dirmi Ma la pianti lì e vieni a dormire?
Secondo me è un gatto saggio. Ho deciso di ascoltarlo.

domenica 13 ottobre 2013

una cosa successa e una cosa imparata


Cosa stai ascoltando? Ho chiesto a una bambina di seconda media vedendola entrare in sala con le cuffie alle orecchie e l’iPad (o qualcosa che ci assomigliava molto) in mano. Musica dei miei tempi, mi ha risposto. E a me è venuto un po’ da ridere, sapevo che aveva ragione così non le ho neppure chiesto chi erano, tanto quel nome non mi avrebbe detto niente.
Qualche ora dopo a fare un problema di geometria insieme ci siamo divertite, poi mi ha spiegato che cos’è un articolo partitivo (non lo sapevo, mi ricordavo gli articoli determinativi e indeterminativi, gli articoli partitivi mi mancavano). Epica invece non aveva voglia di farla. Peccato, mi sembrava una lettura interessante.

venerdì 11 ottobre 2013

dei libri


Ci son dei libri che quando li finisco mi dispiace di averli finiti, molto, e sono contenta di averli incontrati, molto. E faccio fatica a metterli giù. E mi vien voglia di farli leggere alle persone alle quali voglio bene. È un sentimento strano. Non sono due, uno opposto all’altro, è lo stesso. Lo stesso sentimento con le sue due facce. Anche i sentimenti possono avere due facce, non son solo le monete ad averne due secondo me. Mi è appena successo con La morte dei caprioli belli di Ota Pavel.

martedì 8 ottobre 2013

domenica 6 ottobre 2013

cose esotiche

Alcuni anni fa c’era in laboratorio una ragazza fiorentina e a forza di frequentarla alcune parole che inizialmente mi sembravano parole esotiche avevano finito col suonarmi normali. Io le prime volte che sentivo Babbo o Sicché mi vedevo pezzi di Pinocchio film. Lei diceva Babbo e io vedevo Mastro Geppetto, una cosa  fin fastidiosa, che poi suo papà lo conosco e non assomiglia per niente a Mastro Geppetto. Anche l’uso del passato remoto dopo un due anni aveva iniziato a suonarmi normale, continuavo a non usarlo ma detto da lei non mi suonava più strano. Poi lei è andata a vivere a Berlino e ci siamo viste e sentite pochissimo. Adesso io non infilerei mai in una frase babbo, sicché o un passato remoto ma al passato remoto ci sto rifacendo l’orecchio perché da poco più di un anno lavora con me una ragazza siciliana e anche lei, basta che sia passato un mese, va di passato remoto.

per fortuna esiste il caffé


Ieri sera stavo guardando uno spettacolo di Natalino Balasso al computer e la cosa a Mozzarello non piaceva per niente. All’inizio non capivo bene se non gli piaceva Balasso, se gli dava fastidio la sua voce o non gli piaceva il fatto che io stessi al computer, comunque sia lui era disteso sulla tastiera e da lì non si schiodava. Ho provato a metterlo vicino al computer e a fargli delle carezze. Niente. Se mi alzavo lui mi seguiva, se tornavo al computer si ridistendeva sulla tastiera. Non si riesce a vedere nulla se si ha un gatto disteso sulla tastiera di un portatile. È un gatto intelligente, alla fine è riuscito a farsi capire benissimo anche da una tonna come me. Abbiamo giocato con un topolino giallo fosforescente. Questa mattina ho acceso il computer e non c’era più la barra dei programmi che io tengo sotto lo schermo. Distendendosi era riuscito a schiacciare dei tasti a me ignoti e a metterla a scomparsa, solo che il caffè non era ancora andato in circolo e allora il mio primo pensiero è stato Ma adesso mi tocca aprire i programmi andando ogni volta a cercarli in applicazioni? Poi per fortuna mi son svegliata e ho rimesso la barra al suo posto, fissa.

sabato 5 ottobre 2013

Ottina? Ottavina? Ottaria?


Non ho finito ma sono a buon punto. Martedì sono passata dal CRAL per regalarmi l’abbonamento a teatro anche quest’anno. Sempre lo stesso teatro, che poi son due, sempre posto libero, sempre otto spettacoli. Venerdì tornando a casa son passata da teatro mi son fatta trasformare il foglietto che mi hanno dato nell’abbonamento vero, ho preso anche il programma. Oggi invece ho iniziato a guardarmelo con calma e a scegliere gli spettacoli. Scegliere i primi cinque è stata la parte facile del gioco. All’inizio è l’attore che mi fa scegliere. Marco Paolini, Ascanio Celestini, Eros Pagni, Gabriele Lavia e Moni Ovadia. L’ordine è quello del cartellone anche se Paolini resterebbe lì anche cambiassi ordine e li metessi in ordine curiosità di andare a vederli. Leggere il libro del programma è un po’ come leggere le quarte di copertina. A volte c’è un po’ di trama, a volte ci sono pezzi di recensione, a volte ci sono dei dialoghi. Se si è fortunati e lo spettacolo è già andato in scena si possono trovare anche delle brevi registrazioni sui siti di altri teatri o su you tube, quello è un po’ il corrispondente dei book trailers. Adesso sono a sette chissà chi sarà l’ottavo. Ma un insieme di otto come si chiama? Ottina? Ottavina? Ottaria? Non so se la mia è solo ignoranza o se la parola che sto cercando, senza riuscire a trovarla, non esiste.