sabato 11 maggio 2013

sarebbe bellissimo


Questa mattina mi sono alzata presto, molto presto per essere sabato, non erano ancora le sette, ma non così presto da vederlo uscire. Daniele è uscito alle cinque perché aveva (ha) una gara di corsa, son poco più di settanta chilometri, tornerà questa sera. Mi sono svegliata di buon umore, ho fatto tutto con calma e sono andata al mercato che aveva appena aperto. Si stava benissimo, c’era poca gente ai banchi. Poi tornando a casa mi son detta Ma che bella giornata, spetta che mi siedo al sole in questo bar e mi prendo un caffè. Mentre ero lì che aspettavo il barista e pensavo ai fatti miei è passata una mia amica, ci siamo prese il caffè insieme. Elida era uscita perché voleva comprarsi delle mele e così son tornata al mercato con lei, abbiamo prese le sue mele e poi siamo tornate a casa insieme. Abitiamo vicine. A casa mi sono fatta la merendina di metà mattino con un pezzo di focaccia e un bicchiere d’aranciata. Poi io e Mozzarello ci siamo messi sul divano, io leggevo e lui dormiva, dopo un’oretta lo copiavo. Mi son svegliata perché è suonato il telefono, era per una vendita di olio. E adesso pensavo che se i fine settimana fossero sempre fatti tutti di cose così sarebbe proprio bellissimo.

giovedì 9 maggio 2013

i suoni dei nomi


Spesso quando leggo dei libri (con gli articoli non mi succede) sento anche, nella testa, il suono della mia voce che legge, e allora con i nomi propri, quando questi sono in una lingua differente dalla mia, arrivano i casini. Magari all’inizio, prima che inizi a prendermi, basta che guardi la cozzaglia di lettere e che impari a distinguere le cozzaglie tra loro ma poi, se il libro mi piace bisogna che quelle lettere corrispondano a un suono. E quando il suono giusto non lo conosco me lo invento. Ieri ho iniziato La scelta di Reuven. Reuven è un nome che ho già incontrato, non son sicura che sia giusto ma quella eu la leggo oi, come se fosse tedesco. Ieri la v l’ho lasciata v, come ho fatto le altre volte che ho incontrato quel nome, ma adesso mi sta venendo un dubbio. Mah, mi sa che la lascerò v, con la f non mi piace proprio.

mercoledì 8 maggio 2013

una sensazione come di pace


Oggi ero alla Feltrinelli a sentire Erri De Luca e Paolo Sassone-Corsi che presentavano Ti sembra il caso? Io non so perché ma, a me, De Luca, tutte le volte che l’ho visto e l’ho sentito parlare, mi ha messo dentro una sensazione come di pace. È un uomo che, se sto lì ad ascoltarlo, sento proprio che mi arriva ‘sta sensazione di pace, di tranquillità. Ma da dentro e non da fuori. Stranissimo. Sarà il tono di voce, pensavo oggi. Anche quello, non solo quello, mi dicevo. Per poter arrivare lì in tempo son schizzata via dal laboratorio velocissima e la biro è rimasta sulla scrivania. C’erano tante cose che volevo segnarmi, porca miseria. Aver voglia di segnarsi delle cose e non aver una biro o una matita è bruttissimo. È un po’ come quando sei alla fermata dell’autobus alla sera e vorresti proprio fumarti una sigaretta ma ti accorgi che hai le sigarette e non l’accendino. Ecco, una cosa del genere, ma al quadrato. Ravanavo un po’ nella borsa sperando di trovar qualcosa ma non c’era niente di utile per scrivere, mi davo della stupida, ma non mi arrabbiavo mica. Magari c’era un inizio piccolino d’arrabbiatura, ma poi ascoltavo e passava subito.

lunedì 6 maggio 2013

le voci


Resto uno che ha ricevuto più storie dalla velocità del suono che dalla luce. Le voci, più delle lampadine, mi hanno spalancato gli occhi, le orecchie, il naso, i pori e la bocca. Perciò non mi dispiace sapere che lo sfrigolio di stelle remote sopra un balcone di notte, viene di corsa dal passato. Amo il tempo avvenuto, buono se è stato buono, cattivo perché non può tornare.
Erri

Ti sembra il Caso? - Erri De Luca e Paolo Sassone-Corsi – pag.59

venerdì 3 maggio 2013

mutualmente benefica


A volte bisogna aver pazienza, vagonate di pazienza, montagne di pazienza. E contare, contare lentamente, star zitti, che se si parla poi è difficile aver pazienza. A parlare, a volte, la pazienza scappa via. Te te la costruisci piano piano, la conservi, la culli, la nutri, poi, quando sarebbe utile, appena provi a parlare, scappa. Scappa e non rimane lì vicino, lei svanisce. Ma io ormai lo so e la frego. Sto zitta così lei per un po’ batte sui denti, prova a uscire ma poi si rassegna e allora mi aiuta. Alla pazienza bisogna insegnare il valore della simbiosi mutualmente benefica. Io ti nutro e tu scappi non va bene. Io non ti coltivo e tu mi aiuti, neppure. Io ti cullo e tu mi aiuti invece sì.

giovedì 2 maggio 2013

la piccola Heidi


Oggi mi sento l’influenza addosso, molto più di ieri, già ieri me la sentivo ma meno. Ieri mi raccontavo che era stanchezza, senza troppo crederci però. Allora oggi, dopo cena, mi son presa l’aspirina e adesso son sotto la coperta che io non so se sia vero o no quel fatto che poi sudando si suda via anche l’influenza, non mi sembra una cosa molto scientifica ma me la dicevano sia mia nonna che mia mamma quindi, nel caso sia vero, io seguo tutto il protocollo che qua non ci si può mica riprovare cambiando il protocollo. Bisogna che funzioni, bene e subito. E domani ho un casino di cosa da fare, sabato invece vado a fare la figlia e domenica anche la zia.  C’è la prima comunione di mia nipote domenica e dopo andiamo a mangiare in un agriturismo e io voglio essere in forma che vorrei andare a giocare con le caprette fingendo di andar lì per vedere che i bambini non vadano nei pericoli.

mercoledì 1 maggio 2013

sorella maggiore

Ieri ha finito di aprirsi, oggi è bellissima. E lì vicino ci sono quattro sorelline che, mi sembra, han una gran voglia di sbocciare anche loro.