mercoledì 25 luglio 2012

4 - cuore di mamma

Pare che uno scalpellino, ormai vecchio e con disturbi del sonno, abbia assistito una notte ad un omicidio e poi abbia inciso parte di quello che aveva visto su una parete.  L’assassino era un ragazzo, figlio di una veneziana cristiana e di un ebreo levantino diventato cittadino turco. Questo ragazzo viveva con il padre alla Giudecca e andava spesso a trovare la madre che lo adorava. Il giovane si sentiva rifiutato da tutte e due le comunità e questo lo faceva stare molto male. Una sera, in un eccesso d’ira, uccise la madre e le strappò il cuore. Resosi conto di quello che aveva fatto si mise a correre con ancora il cuore della mamma in mano. Correndo inciampò e si narra che alla caduta il cuore disse Figlio mio ti sei fatto male? e che sentendo questo il ragazzo si sia buttato in laguna e sia morto annegato.

3 - compromesso


(compromesso tra potere temporale e potere spirituale)

Proprio sulla panchina dove nella foto c’è il cane mi sono letta la storia di quella pietra bianca che è stata messa là perché là si incontravano il Doge e il Patriarca in campo San Pietro. E io me li immaginavo quei due. Uno che diceva Senti io son venuto fino a qua a trovarti vorrai mica che arrivi fino alla porta della chiesa vero? Sono il Doge io. E l’altro che gli rispondeva Senti vorrai mica che venga fin là quando arrivi in barca a trovarmi? Sono il Patriarca io.

(domani provo a vedere se trovo due cuori)

martedì 24 luglio 2012

2 - mercato del pesce (Rialto)




Due hanno lo stesso errore, il fuoco è troppo avanti. Pace. Quella di destra aveva anche un taglio decente. È che è un casino provare a fare certe foto. Non si ha tanto tempo a disposizione per scegliere e pensare. L’altra invece di errori ne ha da far la siepe all’orto da tanti che ce ne sono. Però, nella sua bruttezza, mi piace. Forse in certe occasioni sarebbe utile che io mi ricordassi come si fa a attivare quella cosa che tu schiacci una volta e lei fa più scatti uno dietro l’altro. Forse, mica detto. Comunque, risultato a parte, era uno spettacolo bellissimo star lì a vederli e a sentirli mentre si litigavano gli scarti del pesce che un pescivendolo buttava loro dopo aver smontato il banco.


lunedì 23 luglio 2012

1 - oggi


Oggi davanti a me sulle scale che portavano al binario 8 c’era una ragazza che raccontava ad una sua amica che lei, da bambina, giocava sul terrazzo di sua cugina con i Cicciobelli. Non avevo mai riflettuto su quali fosse il plurale di Cicciobello.

Oggi il Genova Milano delle 12.10 aveva dieci minuti di ritardo e dal momento che io ne avevo quindici per prendere la coincidenza ho chiesto al controllore se secondo lui si riusciva a recuperare qualche minuto. Lui ha guardato il biglietto, era di quelli che compri con il computer e poi ti fai la stampa, ha fatto due conti e mi ha risposto Lei vada avanti avanti poi corra e lo prende. Aveva ragione, sono andata avanti avanti, ho corso e l’ho preso. Il fatto che le frecce si riconoscono senza perder tempo a guardare il numero del binario ha aiutato.

Oggi sul vaporetto c’era una al timone, si chiamano capitani anche quelli dei vaporetti? penso di sì ma non lo so, che doveva essere alle prime armi. C’era vento, non riusciva ad accostare all’imbarcadero di Rialto e la corda era troppo corta per lanciarla da dove riusciva a stare, non ci arrivava. Ci ha provato cinque volte poi ha deciso di saltare la fermata. Alla terza volta è andata nel pallone e ha fatto la retromarcia senza suonare. Si son sentite delle parole non troppo belle in risposta a quella manovra. Capisco che è stata una manovra pericolosa per la barca che era subito dietro però pativo per lei e per il gran vociare di tutti i passeggeri. Le altre fermate le ha fatte più meno senza problemi. Ero vicino alla cabina e ho sentito la telefonata che ha fatto per denunciare l’errore commesso e la fermata saltata. Mi faceva tenerezza, sarei andata lì a farle coraggio.

Oggi sempre sul vaporetto vicino a me c’era un signore con i pantaloni rosa e la maglia a righe bianche e rosa. Uno che ha urlato Malli subito la corda! a un turista che da terra per aiutare aveva preso la corda in mano all’imbarcadero di Rialto. Poi più piano aveva detto Ci manca solo uno in canale adesso. Quando stava per scendere mi ha detto Vuol venire a sentire un concerto in Piazza? No, grazie è stata la mia risposta, poi ho aggiunto Ho la valigia. Quando è andato ci siamo salutati. Chissà che concerto era, non gliel’ho chiesto, chissà come è stato.

sabato 21 luglio 2012

offeso


Mi sono svegliata con un crampo al polpaccio destro. Sono riuscita a farmelo passare rimanendo distesa e mi sono riaddormentata. È tornato dopo pochissimo, non se andava, allora mi sono alzata e ho caricato tutto il peso del mio corpicino sulle dita del piede del polpaccio crampato. È una cosa che avevo imparato a fare quando giocavo a pallacanestro, secoli fa, stai lì per qualche secondo in bilico sulla punta di un piede solo, è un movimento che fa male ma poi passa il crampo e di solito non torna. ‘Sta volta, tempo di distendermi nuovamente, cercare una buona posizione per continuare a dormire ed era tornato. Mi sono alzata, ho rifatto il movimento magico, tirato giù dei porconi mentali, ché a manca dieci alle sette di sabato non è il caso di svegliare anche Daniele e Cato e sono andata a fare colazione. Si stava benissimo in sala nel silenzio del sabato mattina. Adesso si sono svegliati tutti, posso anche far rumore, metter su la lavatrice. E  vado in giro per casa portandomi appresso un polpaccio offeso.

venerdì 20 luglio 2012

respira


Oggi la mia amica Apez si è specializzata e io sono molto contenta. Sono due anni, due anni e mezzo a essere precisa, che non lavoriamo più insieme, che lei va per la sua strada, con le sue gambe, con le sue forze, e in perfetta autonomia sta facendo un ottimo lavoro. E io lo so che è grande, però, tant’è, in me rimane questo spirito protettivo nei suoi confronti. Uno spirito nato quando è arrivata in laboratorio, era un quarto anno e cercava un posto per fare la tesi, cresciuto lavorando fianco a fianco per anni, diventando amiche, condividendo tanto. E questa mattina quando mi è arrivato un suo SMS, poco prima che discutesse la tesi, io ho aggiunto alla risposta un Non stressarti, respira. Subito dopo aver inviato mi son detta Ma ti pare il caso? È grande ormai. Poi ho ricevuto uno smile di risposta e mi son detta Sì, posso ancora dirglielo. Anche se è grande posso ancora andare avanti a fare anche un po’ la mamma Apez. Non c'è niente di male.

giovedì 19 luglio 2012

terapie


Ieri sera ho ascoltato una cosa scaricata da internet, poi volevo risentirne un pezzetto e l'ho iniziato da capo. Passato quel pezzetto lì mi son distratta e mi è venuto in mente che ci sono delle voci che io, non so perché, le sento e sto subito bene. Son terapeutiche su di me. Non c’è niente da fare se non riconoscere il loro potere. Poi mi son ricordata una cosa che non so se è vera (e non ho nessuna intenzione di scoprirlo),  pare che se si accarezza un coccodrillo tra gli occhi lui si calma e se si continua si addormenta. Ecco, con certe voci a me succede una cosa simile, io le sento e poi sto bene. Son così terapeutiche che se per caso son arrabbiata e le ascolto poi mi passa.