martedì 17 luglio 2012

un rumore


 ‘Sta sera non trovavo le chiavi di casa. Turna, mi dicevo, ma allora non impari mai. Non c’è verso, quante volte devi rimanere ancora chiusa fuori? Poi ho citofonato a una vicina, mi sono fatta aprire il portone, ho fatto due rampe di scale e mi sono seduta sui gradini del pianerottolo ad aspettare il ritorno del corridore. Per prendere La famiglia Moskat, ho dovuto tirar fuori anche altro dalla borsa. Belle le borse grandi. Ho tirato fuori il sacchetto del macellaio con dentro due fettine di lonza e quanto ho tirato fuori anche quello del fruttivendolo con dentro tre pomodori son cadute le chiavi. Sdlon, ha fatto la palla blu del portachiavi che mi ha regalato la mia amica C. battendo sul marmo. Un rumore bellissimo.

controluce


domenica 15 luglio 2012

non solo geni


Martedì scorso mi son presa un giorno e sono andata a Bergamo, a casa dei miei. Le piante di velluto della mia mamma sono piene zeppe di fiori. Questa mattina, mentre innaffiavo le mie, mi è scappato un Guardate che le vostre zie sono tutte fiorite. Fate voi. E poi mi veniva da ridere perché da quando sono grandina mia mamma, se mi vuol fare un culo, non ha più coraggio di fare come quando ero nanetta, dice quello che pensa e poi per essere sicura che io abbia capito che cosa vuol dirmi finisce con un Fai tu.

sabato 14 luglio 2012

bella convinta


Quando mia mamma ha svuotato la casa di mia nonna per venderla ha trovato in cantina due mie bambole. Adesso sono su uno scaffale della libreria. Una è un bambolotto, un infante e si chiama Pepi, va tu a ricordare perché l’avevo chiamato così, l’altra è una bambola con i capelli rossi lunghi, racconti in due trecce. Si chiama Erica. ‘Sta mattina mi sono accorta che Erica aveva ancora il golf di lana e l’ho cambiata, le ho messo il vestito estivo. Bianco e rosso. Mentre la cambiavo la mia testa mi chiedeva Ma te, che stai per finire il quarantottesimo anno di vita, non ti vergogni a giocare ancora con le bambole? No, le ho risposto bella convinta. 

venerdì 13 luglio 2012

‘sta sera


 passi avanti da gigante. Bastava trovare il consiglio giusto che là fuori, nel mondo di internet, ci sono anche dei consigli sbagliati, c’è chi ti dice trascina nella cartella e invece trascina ‘sta cippa, poi mica fare tutto per trascinamento. O forse si può anche, e ero io a sbagliare qualcosa, fatto sta che a trascinare sembrava che ci andasse, lo vedevo, ma  poi non leggevo nulla. Comunque la cosa importante è che adesso i dizionari hanno dei compagni di scaffale. Stavan lì da soli, si annoiavano. Ora va meglio. Passin passetto si va avanti. Basta non perdersi d’animo.

un grande successo


Sono veramente una donna portata per l’uso della tecnologia, anche quella che è ormai paleontologia. Chi mi conosce lo sa, eh sì, son proprio dotata. Sì sì. Non uso il microonde (se non in laboratorio ché a prepararsi un gel sul fornellino da campeggio ci si mette una vita), detesto anche la pentola a pressione (che mi ricorda da matti un autoclave in miniatura, quella però la uso se no poi crescono batteri indesiderati qua, là e altrove). Da pochi mesi mi sono messa a usare T9, prima per scrivere un messaggino dei quarti d’ora. Ecco, son fatta così che ci posso fare? Cercare di convivere con questo limite, di farmene una ragione. Poi ci sono le volte che mi incaponisco e non ce ne è per nessuno, devo farcela. Costi quel che costi. È come una sfida. Mi dico Senti, riesci a usare il sequenziatore che ormai cambi anche i capillari da sola vorrai mica spaventarti per una cosa del genere? Spaventarmi no, perdere la pazienza un po’ sì. Ho ricevuto in regalo un kindle e in due sere son riuscita a trovare il vocabolario. Adesso, dopo aver raggiunto questo grande successo, sono stanchissima. Me ne vado a leggere due paginette in maniera comoda e tradizionale. Mi sembra di meritarmelo questo premio.
(se qualcuno passa da qui ora ‘Notte, se passa domani Buona giornata)

martedì 10 luglio 2012

umile e affettuoso


Uno dei nomi della divinità in ebraico vuol dire: “Ciò che basta”. Mi è sempre sembrato un titolo umile e affettuoso. Non sono di nessuna fede, ma potersi rivolgere a Ciò che basta dev’essere una buona risorsa.
Il torto del soldato – Erri De Luca – pag. 62.