domenica 8 gennaio 2012

struttura




Non so, non oso sperare tanto, non ha mai fiorito, son anni che vive con me, saranno quattro, forse anche cinque, però … tant’è … la struttura è ben differente da quella che son abituata a vedere. Io comunque non lo muovo da dov'è, sia mai che lo fosse e che il cambio di posizione non sia di suo gradimento. Sia mai. No no, lo lascio lì, gli ho solo dato un po' di concime ché un aiuto con tutto lo sforzo che sta facendo se lo merita. Poi vedremo. Per ora aspetto e poi vedrò che cosa salta fuori da lì. Magari è il suo modo di duplicarsi. Magari da lì spunterà una piantina nuova. Mah, la struttura però è molto differente. È la struttura che mi insinua il dubbio.

venerdì 6 gennaio 2012

cose imparate oggi

- il Vetril negli occhi brucia, parecchio (corollario: se si vuole evitare l’esperienza è meglio non pulire i vetri se c’è vento)
- la carbonara fatta come si dovrebbe con il guanciale, e non con la pancetta come faccio di solito, vien benissimo (corollario: le ricette hanno il loro perché).

sulla vergogna e sull'intuizione

“Ma cosa vuoi da me? Dimmi solo sola cosa vuoi!” le chiedeva lui alla fine sentendosi impotente.
“Non devo chiedertelo. Devi vederlo da te di cosa c’è bisogno.”
“In fondo cosa ti chiedo? Solo di dirmi cosa vuoi che faccia per aiutarti” le rispondeva lui per l’ennesima volta.
“Questo: che tu abitui all’idea di aiutarmi, voglio che tu divida con me le cose da fare e non che tu stia ad aspettare che sia io a darti delle indicazioni. Mi fai vergognare” gli disse una volta /…/.

Ogni casa ha bisogno di un balcone - Rina Frank - pag.225.

giovedì 5 gennaio 2012

castronerie

Ieri ero da Fabio e gli ho chiesto se aveva un libro sbagliando clamorosamente il titolo, ho usato solo due parole del titolo invertendole di ordine. Lui mi ha chiesto se stavo cercando … (segue titolo esatto) e io gli ho risposto: può essere se vedo la copertina ti dico se è quello. Era quello. Poi ci siamo messi un po’ a parlare, c’era anche la sua fidanzata che mi è molto simpatica, oltre a essere gnocca. In quel momento in libreria eravamo solo noi tre, si stava bene. Stavo per uscire quando gli ho chiesto: ma che risate ti fai con tutti i titoli sbagliati che senti? E lui serissimo mi ha risposto: ho fatto il corso di formazione alla Feltrinelli. So rimanere impassibile, poi tu ne sbagli pochi. A me è venuto da ridere, pensavo a questi futuri librai che dovevano fare una specie d’esame: stare serissimi e indovinare i titoli sentendo delle castronerie. Poi anche lui ha perso la sua serietà.

mercoledì 4 gennaio 2012

un peccato

Stavo cercando una cosa e non sono riuscita a trovarla in compenso ho trovato le due scatole nelle quali conservo le lettere. Mi è venuta voglia di rileggerne alcune. Era bello il periodo delle lettere, anche l‘attesa delle lettere era bella. Adesso se non vedo la risposta a una mail dopo due giorni mi meraviglio. Anche qualche anno fa mi era presa la nostalgia delle lettere, del vederle nella cassetta della posta, aprir la busta, avere i fogli in mano e così a una mia amica avevo mandato una lettera via posta elettronica, avevo fatto un allegato word. Una via di mezzo, non mi sembrava il caso che aspettasse che la risposta passasse l’oceano. Tra quelle che ho riletto c’erano delle lettere di Karin, sono anni che ci siamo perse, chissà come sta, chissà dove vive ora. Eravamo diventate amiche quando ero stata a lavorare sei mesi a Basilea, per un po’ di anni abbiamo continuato a scriverci, una volta ci siamo anche riviste e in quell’occasione ho conosciuto chi poi sarebbe diventato suo marito. Le lettere iniziavano tutte con “Tschüß bella”, era in mio modo di salutarla quando ci incontravamo sul lavoro e dopo poco l’aveva adottato anche lei. In quelle lettere ci sono intere frasi che non capisco più. È veramente un peccato aver perso quel poco di tedesco che sapevo.

lunedì 2 gennaio 2012

normali

Ieri sera Daniele leggeva delle fotocopie, era attentissimo. Mi piaceva spiarlo con la coda dell’occhio lì sulla poltrona mentre leggeva con gli occhiali sulla punta del naso e la faccia serissima. A me piace molto guardare le persone mentre leggono perché finiscono in mondo che in quel momento è solo loro, mi piace guardare i movimenti del viso, le espressioni, il movere delle mani. Anche quando andavo a studiare in biblioteca mi piaceva mettermi lì a guardare quelli che leggevano, era la cosa che più mi distraeva e più mi piaceva dell’andare a studiare in biblioteca. ‘Sta mattina, lui era già andato a lavorare io invece sono ancora in ferie, ho preso in mano le fotocopie che eran rimaste sulla poltrona, rovesciate, le ho voltate e ho letto: Struttura e matabolismo dei tendini normali.

domenica 1 gennaio 2012

son già a due

L’anno è cambiato ma continuo a essere io, nel bene e nel male oggi non ho notato cambiamenti di sorta. Altro che anno nuovo, vita nuova. Oggi, mentre cucinavo salsiccia e lenticchie (lo so che doveva essere un cotechino ma in due vien meglio la salsiccia) ho fatto il primo pensiero profondo dell’anno: io non riuscirei mai a mangiare kasher. Poi ho fatto anche il secondo pensierino profondo dell’anno, così come se niente fosse, ed eran passate solo poche ore dal primo. Avevo deciso di mettermi uno smalto rosso fuoco e guardandomi le mani dopo mi son detta: eh, mi abbagascia per bene ‘sto smalto.