Oggi ho ammazzato due volte e adesso mi dispiace. Va beh, erano due animali posizionati abbastanza in basso nella scala evolutiva però rimane il fatto che se non mi incontravano a quest’ora erano ancora vivi. Il primo è sbucato da sotto un tronco. Ora bisogna sapere che sul nostro micro terrazzo c’è un pezzo di tronco (ce lo ha portato il papà di Daniele) e Cato lo ama molto e va là a farsi le unghie (non solo là, ma fa niente, faccio parte di quelli che pensano che se tieni un gatto in casa vuol dire che certe cose, come il divano, ti vanno bene anche se ci sono dei punti un po’ rovinati). E allora è successo che prima ho tirato giù un po’ dei miei porconi perché il vento stava facendo entrare la terra in sala (e avevo appena passato il mocio) e poi, una volta sfogata, mi son detta: bon, puliamo anche il terrazzo che se no è tutto lavoro inutile. Ecco, ero lì che scopavo il terrazzo, ho scostato il tronco per prender su anche i trucioli fatti da Cato e è sbucato uno scorpioncino nero (piccolo piccolo) e io l’ho sciacato con la pantofola. Volontariamente. E dal momento che la prima sciacata l’aveva lasciato mezzo vivo l’ho sciacato di nuovo, con più forza. E questo è il primo morto. Poi mi sono messa di buzzo buono per portare in casa un po’ delle mie piante grasse e su una ci ho trovato su un bruchino che stava facendo i buchi nelle foglie. E non so che mi ha preso ma ho ammazzato anche lui. Ecco. Speriamo che mi sia passata ‘sta aggressività verso altri esseri viventi perché non mi piace molto.
domenica 9 ottobre 2011
sull'aggressività
Oggi ho ammazzato due volte e adesso mi dispiace. Va beh, erano due animali posizionati abbastanza in basso nella scala evolutiva però rimane il fatto che se non mi incontravano a quest’ora erano ancora vivi. Il primo è sbucato da sotto un tronco. Ora bisogna sapere che sul nostro micro terrazzo c’è un pezzo di tronco (ce lo ha portato il papà di Daniele) e Cato lo ama molto e va là a farsi le unghie (non solo là, ma fa niente, faccio parte di quelli che pensano che se tieni un gatto in casa vuol dire che certe cose, come il divano, ti vanno bene anche se ci sono dei punti un po’ rovinati). E allora è successo che prima ho tirato giù un po’ dei miei porconi perché il vento stava facendo entrare la terra in sala (e avevo appena passato il mocio) e poi, una volta sfogata, mi son detta: bon, puliamo anche il terrazzo che se no è tutto lavoro inutile. Ecco, ero lì che scopavo il terrazzo, ho scostato il tronco per prender su anche i trucioli fatti da Cato e è sbucato uno scorpioncino nero (piccolo piccolo) e io l’ho sciacato con la pantofola. Volontariamente. E dal momento che la prima sciacata l’aveva lasciato mezzo vivo l’ho sciacato di nuovo, con più forza. E questo è il primo morto. Poi mi sono messa di buzzo buono per portare in casa un po’ delle mie piante grasse e su una ci ho trovato su un bruchino che stava facendo i buchi nelle foglie. E non so che mi ha preso ma ho ammazzato anche lui. Ecco. Speriamo che mi sia passata ‘sta aggressività verso altri esseri viventi perché non mi piace molto.
giovedì 6 ottobre 2011
come i rapaci
Come i rapaci delle favole, per giornate intere le due donne spiavano il nipote dalle finestrelle semicieche, si avventavano su di lui, lo trascinavano nei loro nidi e là davano sfogo alle proprie passioni: lo nutrivano di marmellata e di frutta, lo stringevano, lo baciavano e, chissà perché, piangevano silenziosamente. Fra loro era d’uso che colei che non riusciva ad agguantare il nipote si ritirasse nel proprio territorio, sperando di essere più svelta la volta successiva.
Racconti intorno alla felicità ebraica – Anatolij Krym- pag. 61
Racconti intorno alla felicità ebraica – Anatolij Krym- pag. 61
mercoledì 5 ottobre 2011
piccole cose sonore
Tre piccole cose sonore che quando le sento mi danno sui nervi
- quando qualcuno mi dice: stai serena
- quando per dire che il peggio è passato sento: ora è tutta discesa
- quando per dire che è successa una brutta cosa vien detto: è una rogna
(lo so non son normale, ma pace, ormai me ne sono fatta una ragione)
- quando qualcuno mi dice: stai serena
- quando per dire che il peggio è passato sento: ora è tutta discesa
- quando per dire che è successa una brutta cosa vien detto: è una rogna
(lo so non son normale, ma pace, ormai me ne sono fatta una ragione)
martedì 4 ottobre 2011
consistenza
Un uomo deve dare l’impressione di essere solo.. Secondo me. Voglio dire, di poter essere solo… /…/ Un uomo che non dà l’impressione di essere un solitario non ha consistenza…
Il dio del massacro - Yasmina Reza - pag. 79-80
Il dio del massacro - Yasmina Reza - pag. 79-80
lunedì 3 ottobre 2011
un pensierino
questa mattina avevo da fare, sul lavoro, una cosa che era piena di pause piccole. Metti la soluzione A, c’era scritto sul protocollo, aspetta un minuto e poi centrifuga per due minuti. Metti la soluzione B, aspetta un minuto e centrifuga per uno. Una cosa abbastanza noiosa. Le pause non superavano mai i tre minuti, poco anche per cambiar stanza e controllare la posta, che poi se c’era qualcosa poteva veniva voglia di rispondere. Il bello, sempre che sia bello per chiunque, arrivava dopo la prima ora. Quando ho a che fare con questi protocolli e li conosco già riesco a pensare ad altro senza fare (grossi) casini. E così ripensavo all’ultimo romanzo letto, poi mi è tornata in mente un’intervista, anche quella letta da poco, così è saltato fuori un pensierino:
meno male che nessuno ha intercettato quel proiettile magico, meno male che stava passando di là, meno male che l’elfo ha scelto quel proiettile, meno male che nessuno è tornato dal passato cambiando qualcosa, anche una piccolissima cosa che non avrebbe fatto arrivare quel proiettile in quella testa. Proprio quel proiettile, proprio in quella testa, proprio in quel momento.
e niente, tutto qua. Il pensierino è questo.
meno male che nessuno ha intercettato quel proiettile magico, meno male che stava passando di là, meno male che l’elfo ha scelto quel proiettile, meno male che nessuno è tornato dal passato cambiando qualcosa, anche una piccolissima cosa che non avrebbe fatto arrivare quel proiettile in quella testa. Proprio quel proiettile, proprio in quella testa, proprio in quel momento.
e niente, tutto qua. Il pensierino è questo.
del gran bene
È un periodo che mi voglio del bene.
Ieri sera finferli e patate
Questa sera salsiccia e insalata, poi, dal momento che l’insalata è un contorno sano, mi son mangiata due pastine, una con le fragole e l’altra al cioccolato.
(stranamente Daniele ha apprezzato le mie scelte, ha mangiato volentieri le stesse cose, forse anche lui si vuole del bene in questo periodo)
Ieri sera finferli e patate
Questa sera salsiccia e insalata, poi, dal momento che l’insalata è un contorno sano, mi son mangiata due pastine, una con le fragole e l’altra al cioccolato.
(stranamente Daniele ha apprezzato le mie scelte, ha mangiato volentieri le stesse cose, forse anche lui si vuole del bene in questo periodo)
sabato 1 ottobre 2011
punto critico
Oggi siamo stati al mare. Si stava molto ma molta bene, sotto l’ombrellone. Alle quattro ho capito che si stava bene anche fuori, al sole. E alle cinque mi sono decisa a entrare in acqua. Era un po’ ghiaccio sciolto ma era così pulita che lo trovavo un peccato non provarci neppure. È la pancia il mio punto critico. Uno può pensare: e no, se hai la pancia, le ciccezze della pancia ti proteggeranno ben dal freddo. E invece no. Non è così, anche noi che non apparteniamo alla schiera dei ventri piatti (particolarmente ricca di adepte) possiamo avere freddo alla pancia. Solo che io patisco anche a fare come fanno altre che sono nella mia condizione (quella di persone che entrando in acqua hanno freddo alla pancia) e non mi spalmo acqua sulla pancia per iniziare a prepararla allo shock termico. Io faccio parte di quelli che stan lì, con l’acqua che arriva al cavallo e non si decidono a fare il passo successivo. Magari si mettono anche in punta di piedi se il mare non è piatto piatto. Poi, di colpo, vanno o tornano a riva, dipende.
Comunque non avevo mai fatto un bagno a ottobre. Bello. Anche a far solo due bracciate. Anche a nuotare con la testa fuori dall’acqua. Ché tornare a casa stissa non mi sembra il caso, sì che fa caldo ma per essere ottobre fa caldo. Sempre ottobre è e poi, oltre alla pancia, ho anche una certa età e la cervicale è là pronta, aspetta solo i miei casini.
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