mercoledì 6 luglio 2011

un suono strano

A volte ci sono dei pensieri che appena li fai ti rendi conto di quanti anni hai.
L’altra mattina ero lì che aspettavo il verde per attraversare quando dall’altro lato della strada sono arrivati dei bambini, tanti bambini. Saran stati una trentina. E degli adulti, giovani. Saran stati in cinque. E hanno messo in bambini che erano appena scesi dall’autobus in fila per due. Ognuno doveva dare la mano a chi era in fila con lui. Molti ridevano e si spintonavano. Un adulto ha detto: se non la smettete subito, niente bagno. E io dall’altro lato della strada ho pensato: una colonia.
Non sentivo la parola colonia da tanto. Sento parlare di campi, di CRE, poi l’altra mattina l’ho sentita dentro la mia testa. Aveva un suono strano.

martedì 5 luglio 2011

una zia gorgogliosa

Ogni tanto mi distraggo e mi dimentico di fare delle cose che una zia dovrebbe fare. Non lo faccio per cattiveria è che proprio passano le date e io non mi ricordo. Mi è venuto in mente ‘sta sera mentre ero al telefono con mia mamma e così le ho chiesto se mia nipote aveva già ricevuto la pagella. Sì, mi ha risposto lei (e si sentiva sotto quel sì che c’era un: nanin siamo a luglio, sveglia) poi ha continuato, è stata molto brava, tre nove e gli altri tutti dieci. Quando ho messo giù ho provato a chiamarla, mia nipote, ma non c’era a casa nessuno. Le ho lasciato un messaggio.
Non sono una gran zia ma son molto gorgogliosa dei successi di mia nipote.

lunedì 4 luglio 2011

cosa dice una pallina di spugna blu

Davanti a noi ieri c’erano una mamma, un papà, una bambina di tre/quattro anni e una coppia amica della mamma e del papà della bambina. A un certo punto la mamma e la bambina si sono messe a giocare con una pallina di spugna blu. La bambina era sotto l’ombrellone, seduta su un materassino, la mamma al sole. Quando era la bambina a tirare spesso la pallina finiva lontano. Dopo un po’ la mamma ha preso la pallina in mano, l’ha accostata all'orecchio e ha detto: vuoi riposarti? Va bene, adesso ti metto nel cappello. E poi l’ha tirata alla bambina chiedendole di metterla nel cappello. La bambina l’ha presa, se l’è messa vicino all’orecchio e ha detto: sì, giochiamo.

domenica 3 luglio 2011

sul fare pipì in mare

In quella spiaggia se entri in acqua e fai tre passi l’acqua ti arriva al collo. Non tre passi nel senso di pochi passi, tre nel senso di tre: uno due e tre. Io nei mari così faccio fatica a fare pipì. Ho bisogno di toccare, non riesco a fare pipì e nuotare. A volte ci riesco se faccio il morto, ma bisogna che non ci siano troppe onde. Daniele mi prende in giro per questo. E così quando stavamo tornando verso riva, alla fine del bagno delle quattro mi ha detto: è andata meglio ‘sta volta? Io gli ho risposto: no. Bene, mi fa lui, portiamo tutto a casa, e a me è venuto da ridere. Ha funzionato.

bianca latte

Oggi ho fatto il primo bagno della stagione, il primo e poi anche il secondo a voler essere precise.
Siamo stati in una spiaggia libera attrezzata che c’è subito dopo Spotorno (e per evitare il grosso del traffico abbiamo puntato la sveglia alle sette. Di domenica, alle sette). è un posto che ha sempre l'acqua pulita (spero di non essermela tirata ora). Andiamo spesso là quando andiamo al mare insieme, è un giusto compromesso. Io amo la sabbia, lui gli scogli. Là c’è della ghiaia, in certi punti abbastanza fine. A me piacciono i bagni attrezzati, la mia resistenza senza ombrellone (ma quello vero non quelli di tela leggerissima che nelle città di mare si trovano anche dal cartolaio) è sotto l’ora, lui può dormire sotto il sole dell’una come se fosse la cosa più normale del mondo. Là c’è la possibilità di noleggiare un ombrellone e piantarselo dove si vuole (poi se lo riprendono loro la sera). Così capita spesso che andiamo là e dopo anni conosciamo quelli che lavorano al bar e al noleggio ombrelloni. Quando siamo arrivati ci siamo messi a salutare e quello degli ombrelloni guardandomi mi ha detto: Latte che bel colorino bianco latte che hai, guarda che siamo a luglio. Eh, gli ho risposto, per me è il primo giorno di mare. Poi prima di rimetterci in macchina ci siamo fermati a bere una birretta. Mi piace molto bere una birra fredda dopo una giornata di mare, alle sette, quando non fa caldo e c’è quella luce bellissima che anche se si hanno gli occhi chiari si sta bene senza gli occhiali da sole a guardarsi il mare. Eravamo lì a bere quando l’amico degli ombrelloni è venuto al tavolino: non ti sei impegnata molto oggi, ha detto. E poi ridendo ha aggiunto: comunque il contratto come sponsor della Parmalat l’hai perso.

sabato 2 luglio 2011

a grande richiesta

e come promesso, eccolo.



(é un po' un casino non lasciare anche Latte nella foto, davanti c'è una porta a finestra e diventa tutto un fatto di specchi... va beh, accontentiamoci)

venerdì 1 luglio 2011

un perché

Schiacciando sulla pancia di un geco (trovato su aNobii) compare: Amo le bestie perché non hanno la presunzione di farti capire a tutti i costi quello che pensano.