domenica 8 maggio 2011

segnaletica




Mi sa che ogni comunità, piccola o grande che sia, alla fine poi trova il suo modo di comunicare. Ieri tornata a casa entrando in cucina era come se ci fosse un cartello: “La damigiana è giù in cantina, ora ci sono diciassette bottiglioni da due litri che ci aspettano”, e infatti la damigiana non era più sotto il tavolo del corridoio.
(il Riesling Renano quest’anno è molto buono)

venerdì 6 maggio 2011

non che questo non lo sia

Avevo scritto un post che era tutto meno che un post
era un elenco di lamentazioni
era uno sfogo
era la lista, mascherata, delle cose che devo fare nel mese di maggio e che non ho voglia di fare
era il frutto, un po’ marcio, del mio stato d’animo
era una schifezza

e ora
son contenta di aver deciso di non schiacciare pubblica post
son contenta di aver preso del Vermentino, ché un bicchiere di vino aiuta a pensare con più calma
son contenta che sia venerdì sera e che non ci sia nessun impegno per il fine settimana
son contenta di aver un gatto che fusisce disteso sulla pancia
son contenta di aver deciso che le cose vanno fatte una per volta

poi bisognerà lavorarci un po’ su, ché l’effetto benefico dell’alcol passa presto, ma mi sembra già un buon inizio.

giovedì 5 maggio 2011

sulla giustizia

E anche di giustizia mi aveva parlato Katzaman, quella notte. // Diceva che la giustizia non è una convenzione etica o sociale, ma è una specie di ormone che viene secreto a vari livelli d’intensità. Qualcosa che un cervello sensibile produce in risposta a un’ingiustizia, proprio come reagisce a uno stimolo sessuale. Quando mi aveva detto così, avevo sentito come se Katzman stesse lavorando la pasta di cui è fatta tutta la mia vita. // “La bontà e l’onestà” diceva, “ la realizzazione della giustizia, sono il più moderno e sofisticato mezzo di protesta che io conosca. Ma solo chi è molto forte, o forse molto disperato, può permettersi di usare questo mezzo. È un’arma a doppio taglio, Uri. Bisogna usarla con grande attenzione.” // Gli avevo chiesto come pensava di agire a Djunni; mi aveva risposto “Magari lo sapessi!”. Poi, lentamente, come per chiarire a se stesso il proprio pensiero, aveva aggiunto: “Chi cerca oggi una giustizia assoluta non fa che ingannarsi da solo. La ricerca della giustizia assoluta è, in realtà, un modo per nascondere l’impotenza di agire, la paura e l’indecisione. Perché in un mondo così complicato e tra gente così complicata e piena di contraddizioni come noi, il concetto di giustizia ha perso gran parte del suo significato”.
E aveva concluso: “È per questo che chi crede nella possibilità di una giustizia assoluta non potrà mai fare niente. La giustizia assoluta è un’invenzione degli impotenti, buoni solo a filosofeggiare, e perciò, vedi, Uri, perciò la giustizia deve essere solo un sentimento soggettivo, del tutto personale, come ho già detto: un ormone che il mio cervello secerne in certe situazioni, quando devo scegliere tra due tipi di giustizia”.
Il sorriso dell’agnello David Grossman p. 214-215

martedì 3 maggio 2011

bruco lettore



Oggi un’amica mi ha mandato una mail e così ho visto per la prima volta le foto di quella signora lì che ha al nome sotto la foto e che ritrae la sua bambina mentre dorme creandole dei mondi fantastici intorno. Secondo me sono una coppia geniale, se per caso a chi passa da qua viene voglia di vederne altre può andare qua (e aspettare che passino i primi trenta secondi)

lunedì 2 maggio 2011

bracci(N)o

Ho paura che il mio il braccio si stia accorciando. Io però il braccino non lo vorrei proprio. Mi spiacerebbe se mi accadesse quella cosa là, quella dell’atrofia del braccio. Però oggi un po’ il dubbio mi è venuto. Son fin preoccupata. ‘ Sta sera tornando a casa ho visto persone con le piante e i mazzi di fiori presi sù vicino alla rumenta che c’è alla foce e mi è venuta voglia di andare. La cosa che mi ha trattenuto è che Daniele era passato a prendermi sul lavoro con il motorino e quindi non potevo fare proprio quello che volevo. A me l’idea di andare alla foce e prendere sù quello che mi piaceva tra quello lasciato dopo che hanno smontato l’euroflora è venuta. Poi ho pensato che mi piace il riciclo e buttar via delle piante perché un po’ rovinate o dei fiori perché costa più trasportarli che abbandonarli non mi sembra giusto, potrebbe esser per quello.
(però il dubbio è sempre lì, a pensarci bene mi sembra un po’ debole questa cosa del riciclo)

domenica 1 maggio 2011

2 + Due



Noi 2 abbiamo festeggiato il 1° maggio rimanendo quasi tutto il pomeriggio distesi insieme a Due (non solo leggendo, un po’ abbiamo anche dormito).

cavetto e cioccolatini

Oggi ho ritrovato il mio cavetto per scaricare le foto. Sono mesi che è disperso e prendo in prestito quello di Daniele. Era insieme ai cioccolatini. Io quel cestino lo guardo poco, è per lo più regno di Daniele invece oggi dopo pranzo mi è proprio venuta voglia di un pezzetto di cioccolato, ma di quello nero nero, e così mi sono messa a frugare per cercarlo. Il cavetto era lì, bello sommerso dai cioccolatini al latte e da quelli con la frutta secca. Hai voglia in questi mesi di ripetersi: la casa prende, la casa dà. Delle volte prende e poi non rende, continuavo tra me e me. Ero ormai rassegnata al fatto di prendermene uno nuovo. Invece l’ho ritrovato, ‘Sta volta la casa è stata onesta, ha rispettato il detto.
(comunque Se man de ladro no prende, canton de casa rende è molto, ma molto, più bello di La casa prende, la casa dà).